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27.05.20 - 09:290

Pagare contactless e online: agli svizzeri piace sempre di più

Igienici, veloci e sicuri, aumentano i consumatori che li scelgono per le proprie transazioni, in seguito alla pandemia

I metodi sono molti: dai consueti circuiti di carte, a Twint, a Satispay, da Apple Pay alle app per il mobile banking. Se già qualche mese fa la popolarità dei pagamenti contactless stava aumentando, con le nuove necessità igieniche emerse dalla pandemia, i loro pregi sono ancora più evidenti.

Secondo il Global Payment Cards Data and Forecasts to 2024 report della società RBR, infatti, già nel 2018 questo tipo di transazioni aveva visto un aumento del 72% in tutto il mondo, e la loro somma segnava - nonostante gli importi ridotti che ancora oggi, permettono di trasferire, per ragioni di sicurezza - la cifra astronomica di 70 miliardi di dollari, segno di un’evidente inclinazione già iniziata e destinata ad aumentare ancora nell’attuale contesto di social distancing.

Parallelamente, anche i commercianti si sono attivati per far fronte al cambiamento in atto: sempre nel 2018, i terminali EFTPOS – Electronic Funds Transfer At Point Of Sale – che abilitano ai pagamenti contactless, sono cresciuti del 60%.

 

Tecnologia contactless: cosa significa?

I pagamenti contactless permettono di fare i propri acquisti e di pagarli senza che ci sia un contatto fisico tra i dispositivi utilizzati da consumatore e rivenditore. Il che significa che, ovviamente, viene evitato il pagamento contante, ma anche l’inserimento della propria carta di credito nel sistema POS del commerciante interessato.

I metodi contactless, al momento, prevedono l’utilizzo di una carta o di uno smartphone:

  • nel primo caso, grazie alla tecnologia RFID (Identificazione a Radio Frequenza), è sufficiente avvicinare la carta al terminale affinché quest’ultimo ne rilevi la presenza. Il pagamento, a quel punto, avverrà senza ulteriori azioni, esclusa la digitazione di un PIN o la richiesta di una firma qualora il pagamento superi una data soglia;
  • il secondo caso, invece, vede la crescente popolarità di applicazioni specifiche per il pagamento a distanza. Occorre che lo smartphone in questione sia dotato di un sistema NFC (Near Field Communication), che gli permetterà di rilevare i terminali di pagamento presenti nelle proprie vicinanze. A questo punto l’utente non dovrà che configurare l’applicazione a dipendenza della “fonte” da cui preferisce attingere per i pagamenti, i quali avverranno con un paio di tap e accettati in tempo reale dal commerciante che, da parte sua, disporrà dell’applicazione progettata per riceverli.

La sicurezza, naturalmente, è una priorità: da parte sua, l’utente dovrà fare attenzione alla gestione dei propri PIN e delle proprie password, ma i sistemi di pagamento tendono a non rilasciare alcuna informazione sensibile per completare la transazione, e ciò garantisce la velocità dell’operazione e la serenità di chi la esegue. Ormai moltissimi smartphone, per giunta, prevedono l’identificazione tramite impronta digitale per accedere alle app di pagamento contactless o ai propri sistemi di mobile banking, scoraggiando ulteriormente le possibilità di truffe e falsificazioni.

 

Un metodo “resiliente”

Daniel Dawson, coordinatore della già citata ricerca di RBR, ha attribuito a questo tipo di pagamenti un aggettivo molto significativo: resilienza. Tale qualità è emersa soprattutto ora, data l’esigenza condivisa di limitare il contatto diretto non solo con le persone, ma anche con molte superfici, specialmente in luoghi di frequentazione pubblica. Di conseguenza, se si ha la possibilità di evitare di toccare il POS, perché non coglierla?

Per non parlare della triste fama che ha il denaro contante, noto veicolo per la potenziale diffusione di germi, a cui si è aggiunta la consapevolezza che il Coronavirus può rimanere attivo sulle superfici delle banconote per giorni.
In marzo, è stata la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, con un commento al giornale inglese “The Telegraph”, a invitare i cittadini di tutto il globo ad evitare questi rischi e ad affidarsi il più possibile, per l’appunto, ai pagamenti contactless.

 

La situazione in Svizzera

Sul nostro territorio, la tendenza non cambia. In Svizzera, infatti, sta aumentando la già significativa popolarità dell’app Twint, creata per permettere a chi la usa di effettuare pagamenti contactless con il proprio smartphone. In questo momento, Twint gode di ben 7000 nuovi utenti al giorno: prima dello scoppio della pandemia, le nuove iscrizioni giornaliere erano 3000, meno della metà.

I consumatori che non disponevano di una carta di credito contactless, si stanno organizzando per procurarsela, se non l’hanno già fatto. Questo significativo cambio di tendenza ha portato quasi tutti gli operatori ad alzare il limite per tali transazioni da 40 ad 80 chf. Oltre quest’ultimo importo, sarà necessario inserire il PIN della propria carta: questo significa che, sebbene le transazioni minori siano più igieniche, quelle con cifre più alte costringono ancora al contatto con le superfici.

La strada per l’evoluzione del contactless in Svizzera, tuttavia, è ancora lunga, sebbene accorciata dalle nuove esigenze dei consumatori: secondo un sondaggio effettuato da Moneyland all’inizio di maggio, il 78% degli svizzeri predilige ancora i contanti come metodo di pagamento, mentre Twint viene considerato irrinunciabile solo dal 27% della popolazione. Non ci resta che aspettare, per vedere quanto e come queste tendenze cambieranno ulteriormente.

 

I pagamenti digitali nel loro complesso sono, quindi, comunque, in netta e celere crescita. Data la congiuntura, spesso prescindendo dalle preferenze, gli utenti li apprezzano anche per acquistare direttamente online. I commercianti, a propria volta, devono adattarsi a queste tendenze e andare incontro alle esigenze dei propri clienti. Se vuoi rendere la tua attività più dinamica, contattaci per una consulenza gratuita: possiamo aiutarti, creando una piattaforma che ti consenta di accettare pagamenti direttamente su internet.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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