Keystone
ITALIA
17.08.18 - 19:550
Aggiornamento : 20:39

Crollo del ponte: avviata la procedura di revoca per Autostrade

Lo ha comunicato il premier italiano Giuseppe Conte. La procura sequestra 'monconi' e documenti

GENOVA - «Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a "Autostrade per l'Italia" la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione. Il Governo contesta al concessionario, che aveva l'obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte». Lo afferma Giuseppe Conte in un comunicato.

«Si è diffusa la notizia che Autostrade per l'Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia». Così continua la nota del premier italiano.

«Se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata a "Autostrade per l'Italia" sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo».

«Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l'onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia».

«A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano». Conclude il premier.

La procura sequestra 'monconi' e documenti - La procura italiana ha sequestrato i due tronconi del viadotto Morandi rimasti in piedi a levante e a ponente del tratto crollato. L'attività investigativa comincia a svilupparsi. Verranno studiate anche le macerie spostate via via in un deposito della municipalizzata dei rifiuti Amiu a Campi. Sono state fotografate, catalogate e poste sotto sequestro. Al momento il fascicolo aperto in procura per attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, omicidio colposo plurimo e disastro colposo resta contro ignoti.

Partirà dall'analisi delle condizioni degli stralli della campata centrale del viadotto il lavoro dei consulenti della procura di Genova che da questa mattina sono al lavoro per capire le cause del disastro di martedì mattina che ha causato la morte di 38 persone, quelle finora accertate. Secondo alcuni testimoni intervistati da tv e quotidiani sarebbe stato uno dei due tiranti della campata a cedere facendo collassare quello opposto.

Tra loro una donna che quella mattina si trovava sul ponte e ha spiegato: «Ero sul ponte e ho visto 300 metri davanti a me crollare la bretella, quella a monte è crollata sul ponte e quella a valle è crollata a valle. Poi il ponte ha cominciato a vibrare come fosse un terremoto».

Anche Antonio Brencich, docente dell'università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del crollo, intervistato questa mattina nel corso di un sopralluogo ha definito la rottura di uno strallo «un'ipotesi di lavoro seria». I testimoni oculari del disastro saranno ascoltati nei prossimi giorni dagli investigatori della squadra mobile coordinati dal dirigente Marco Calì che ha ricevuto dai sostituti procuratori Walter Cotugno e Massimo Terrile la delega alle indagini.

Al primo gruppo della Guardia di finanza invece è stato affidato il compito di procedere ai sequestri e alle acquisizioni documentali presso Autostrade per l'Italia: concessioni, contratti, bandi di gara e documenti relativi alle manutenzione del ponte crollato. La polizia stradale invece ha acquisito le immagini delle telecamere dell'autostrada che si trovano ai due lati del ponte, ma le immagini secondo fonti della Procura sono tutt'altro che nitide a causa della pioggia battente che limitava fortemente la visibilità al momento del crollo. Il lavoro degli ingegneri Pier Giorgio Malerba e Renato Buratti - questi i nomi dei due periti nominati dalla Procura - è cominciato con un primo sopralluogo sul luogo del disastro.

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