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17.08.18 - 17:300
Aggiornamento : 18:26

Crollo del ponte: «No ai funerali di stato, non vogliamo una passerella di politici»

I familiari di molte delle vittime preferiscono una cerimonia in forma privata. Scendono a cinque i dispersi

GENOVA - I familiari di più della metà delle 38 vittime del crollo del ponte Morandi di Genova hanno rifiutato per i loro cari un funerale pubblico. «Non vogliamo una passerella di politici», hanno ribadito più volte, preferendo il rito in forma privata. Il dolore si mescola infatti con la rabbia verso le autorità, in queste ore che seguono una tragedia che cerca ancora risposte certe.

I funerali pubblici - Sabato sarà giornata di lutto nazionale, il Comune di Genova ha messo a disposizione un numero verde per i parenti delle vittime ai quali verrà garantito un alloggio. Alle esequie saranno presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico e probabilmente l'intero Governo visto che Conte ha annunciato che sabato a Genova si svolgerà un nuovo Consiglio dei ministri per la seconda trance di aiuti alla città. Dopo i 5 milioni stanziati per le urgenze il Cdm riconoscerà extra costi per dare un'abitazione agli sfollati, modificare la viabilità cittadina e rimborsare le aziende danneggiate dal crollo e dall'interruzione del traffico.

«Sarà fatta giustizia» - Per 17 vittime il funerale si svolgerà nei rispettivi paesi d’origine, per le sette rimanenti la decisione sarà comunicata nelle prossime ore. Fra le dichiarazioni raccolte dal Corriere della Sera si legge grande determinazione fra i parenti: «È lo Stato che ha causato questo, non si devono permettere di farsi vedere: la passerella di politici è stata vergognosa». E ancora: «Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. È un dolore privato, non servono le passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve accadere più». «Non ho più fiducia in questo Stato».

Scendono a cinque i dispersi - Scende il numero dei dispersi nel crollo del ponte Morandi a Genova: sono cinque le persone che ancora mancano all'appello.

Al numero, confermato dal Dipartimento della Protezione Civile italiano, si è arrivati in seguito alle verifiche effettuate dalla Prefettura di Genova sulle segnalazioni delle persone scomparse che erano state fornite in un primo momento.

Regione Liguria: «Mai ricevuti allarmi» - Nessuno specifico allarme sul rischio di un crollo del ponte Morandi è mai arrivato agli uffici della Regione Liguria dal Ministero italiano delle Infrastrutture o da Società Autostrade. Lo ribadisce la Regione.

«Nessun giudizio sullo stato del ponte Morandi è mai stato espresso da Regione Liguria, dal momento che l'ente non ha alcun tipo di competenza né strumenti tecnici e legislativi in materia», ribadisce l'ente.

Inoltre la Regione precisa che il 13 marzo 2017 è arrivata alla Giunta un'interrogazione a risposta scritta, il 17 marzo 2017 il settore Infrastrutture scriveva a Società Autostrade, in quanto Ente gestore e competente per la manutenzione dei tratti oggetto della concessione, per avere elementi su cui fondare la risposta.

Il 21 marzo 2017 la Giunta dava risposta in Aula riferendo le parole del direttore del tratto, contattato, circa i lavori in quel momento in esecuzione sul ponte Morandi. Società Autostrade non ha mai fatto pervenire risposta scritta all'interrogazione, «a dimostrazione del fatto che riteneva come interlocutore unico il Ministero e non la Regione».

Ue: «Autostrade responsabile della manutenzione» - «La manutenzione delle infrastrutture che rientrano nella rete europea Tent» come il ponte Morandi di Genova, «è nelle mani delle autorità nazionali, secondo il principio di sussidiarietà, e nel caso di un'autostrada sotto concessione, come questa, è il concessionario, quindi Autostrade per l'Italia a dover assicurare un appropriato livello di sicurezza, secondo gli obblighi contrattuali, sotto la supervisione delle autorità nazionali». Lo ribadisce un portavoce della Commissione europea, rispondendo all'ANSA.

Riguardo al contributo europeo, per lo sviluppo delle infrastrutture in Italia, fanno sapere da Bruxelles, nel periodo 2014-2017 l'Italia ha ricevuto 1,5 miliardi di euro per 59 progetti (principalmente ferroviari), ed il Piano Juncker ha attivato 12 miliardi di investimenti in progetti legati al trasporto.

Questo si aggiunge ai 2,5 miliardi di fondi strutturali per il periodo 2014-2020, e alla flessibilità, di cui l'Italia è stato uno dei principali beneficiari, negli ultimi anni.

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