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ITALIA
14.08.18 - 21:390
Aggiornamento 15.08.18 - 12:02

«Ho visto donne e bambini correre scalzi con la paura negli occhi»

Roberto Bertucci su quel ponte ha sfiorato la tragedia. Ci racconta la sua orribile esperienza e ci parla del camionista che si è fermato sull’orlo del precipizio

GENOVA - «Potrei esserci anche io lì sotto». È questo il pensiero che da oltre nove ore riecheggia nella testa di Roberto Bertucci, che oggi pomeriggio ha sfiorato la tragedia, salvandosi per qualche secondo dal crollo del ponte Morandi. Sono confusi i sentimenti che prova: paura e dispiacere, rabbia perché «queste cose non dovrebbero succedere», ma anche la consapevolezza di essersi salvato per un pelo dalla tragedia che ha messo in ginocchio Genova.

Roberto stava percorrendo il ponte alle 11.50. Si trovava al volante del suo camion. Dal punto in cui il viadotto ha ceduto lo dividevano poco più di una decina di veicoli. «Inizialmente ho pensato si trattasse della solita colonna, come ogni giorno. Poi ho visto uomini, donne e bambini che correvano verso di me e ho capito che qualcosa di brutto stava succedendo». Roberto è sceso dal camion ed è scappato insieme agli altri, per mettersi al sicuro. «Ho avuto paura» racconta a Tio.ch/20 minuti.

La Polizia ha portato le persone presenti sul ponte, lui compreso, al coperto, per proteggerli dalla pioggia e tenerli al sicuro. «Ci hanno detto che c’era il rischio di ulteriori crolli. Avevo paura. Sentivo che era accaduto qualcosa più grande di me. Mi ha colpito molto vedere donne e bambini correre scalzi, con la paura negli occhi».

Per ore in attesa sul ponte, mentre i soccorsi si occupavano di chi era precipitato nel vuoto, Roberto Bertucci ha provato ogni tipo di emozione, dal terrore allo sconforto per le vittime. «Continuavo a pensare che potevo esserci io lì sotto». La Polizia, che è sempre rimasta insieme ai “superstiti”, ha fornito loro anche aiuto psicologico.

Insieme a Roberto, al sicuro, c’era l’uomo che si trovava alla guida del camion che si è fermato sull’orlo del precipizio, quel mezzo pesante con la parte anteriore blu e il rimorchio verde le cui immagini stanno facendo il giro del mondo. E proprio a Roberto ha raccontato gli attimi che hanno preceduto la tragedia: «Era stato superato qualche istante prima da un’auto. Pensa che tra i due autisti c’era pure stato un diverbio a distanza. Dopo pochi metri si è verificata la tragedia. La macchina è precipitato davanti agli occhi del camionista».

«Mi sento scosso per le vittime», conclude Roberto. Una tristezza che non nasconde l’amaro in bocca: «Queste cose non dovrebbero succedere. Ho sempre saputo che quel ponte non era in buone condizioni, a causa della cattiva manutenzione a cui era sottoposto. Tre giorni fa mia moglie mi ha detto “secondo me qualche giorno questo ponte crolla”».

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