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LUGANO
24.03.19 - 17:570

«Il Mizar deve ospitare l’università»

L’imprenditore Stefano Artioli mette in guardia: «In città ci sono già troppi immobili vuoti»

LUGANO - «Lo stabile Mizar lo comprerei anche subito, a patto che ci entri l’università». È quanto ci dice Stefano Artioli, ceo di Artisa, sul futuro sempre più incerto del polo di ricerca biomedica a Molino Nuovo. Un futuro messo in discussione anche da Michele Foletti, presidente della Lugano Medtech, che dalle colonne del Caffè ha dichiarato: «Oggi quegli spazi non sono più necessari».

Per l’imprenditore Artioli, il Mizar non va però lasciato vuoto: sono spazi che, per come sono pensati, possono essere adibiti solamente a una struttura universitaria e alla ricerca, o comunque a uffici. Lasciarli vuoti significherebbe trasformare lo stabile in «una cattedrale nel deserto». Una mossa, secondo Artioli, da evitare: «A Lugano si conta già una ventina di immobili vuoti, residui dell’epoca bancaria che non tornerà più».

Artioli fa in particolare riferimento a stabili da cui negli anni sono uscite varie banche, da UBS a EFG (ex BSI), da Deutsche Bank alla ex Banque de Dépôts et de Gestion. Quale futuro, quindi, per queste strutture, che si trovano soprattutto nel centro cittadino? «Ci vorrebbe una politica di riqualifica e trasformazione per riportare in città spazi residenziali, soprattutto per single e coppie». Altrimenti? «Una città con immobili di questa importanza ma vuoti dà un senso di degrado» conclude Artioli.

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