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BELLINZONA
21.02.19 - 14:390
Aggiornamento : 16:48

Da Locarno alla Siria contro l'Isis, non andrà in prigione

È stata chiesta una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere sospese per tre anni e una multa di 2'200 franchi. La sentenza è prevista domani

BELLINZONA - L'uditore militare ha chiesto una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere sospese con la condizionale per Johan Cosar, locarnese di origini siro-aramee accusato di "servizio straniero" per aver combattuto in Siria contro l'Isis in una milizia cristiana. Domandata anche una multa di 2200 franchi.

Per il cugino coimputato - accusato di averlo aiutato nel reclutamento di miliziani tramite reti sociali - è stata invece richiesta una pena pecuniaria di 70 aliquote giornaliere e una multa di 1500 franchi con la condizionale.


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Alla fine del 2012, forte della sua esperienza di sergente nell'esercito svizzero, Cosar avrebbe partecipato alla costituzione (ma l'interessato nega) e all'addestramento della milizia cristiana "Syriac Military Council", di cui sarebbe divenuto uno dei leader e per la quale avrebbe reclutato soldati siriani in loco. La giustizia militare elvetica lo accusa di aver prestato servizio in questa milizia dal 2013 al 2015.

L'accusa è di violazione dell'articolo 94 del Codice penale militare, che sotto il titolo generale di "indebolimento della forza difensiva del Paese" punisce con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria il "servizio straniero" di uno svizzero che «si arruola in un esercito straniero senza il permesso del Consiglio federale».

Il verdetto del Tribunale militare, per il processo che si tiene nell'aula del Tribunale penale federale ed è presieduto dal colonnello Mario Bazzi, è previsto per domani alle 11.

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