Keystone
SVIZZERA
11.06.20 - 08:110
Aggiornamento : 11:51

L'appello: «Non vergognatevi di portare la mascherina»

Nove persone su dieci non la indossano quando viaggiano sui mezzi pubblici.

Il presidente dell'Associazione dei trasporti pubblici invita ad attenersi alle raccomandazioni: «Prendetele sul serio»

Fonte 20 Minuten/Joel Probst
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista
elaborata da Redazione

ZURIGO - Non obbligatoria, ma raccomandata quando non si può mantenere la distanza sociale, la mascherina in Svizzera sembra proprio non prendere piede. Nemmeno quando, come sui mezzi pieni di pendolari, sarebbe cosa buona e saggia. Secondo un articolo di maggio della NZZ am Sonntag il 90% di chi viaggia per lavoro non la indossa malgrado il rischio ci sia. E nemmeno il Ticino fa eccezione.

Come mai? 20 Minuten ne ha parlato con il presidente dell'Associazione dei trasporti pubblici Norbert Schmassmann.

Signor Schmassmann, i treni tornano a riempirsi di allievi e studenti come pure di persone che tornano sul posto di lavoro. Ma sui mezzi pubblici sono pochissimi coloro che indossano una mascherina. Qualcosa non ha funzionato?
«La speranza che i pendolari indossassero spontaneamente la mascherina non si è realizzata. Ci aspettavamo un maggiore controllo sociale, quindi che le persone senza mascherina venissero guardate con sospetto. Questo avrebbe funzionato se sin dall’inizio la maggior parte dei pendolari avesse seguito la raccomandazione di indossarla. Ma dal mio punto di vista la scelta è stata controproducente. Inizialmente alcuni avevano la mascherina, ma si sono resi conto che la maggior parte viaggiava senza. Ora ci troviamo nella situazione in cui nove persone su dieci non la indossano».

Le imprese di trasporto continuano comunque a raccomandare l’utilizzo della mascherina. Come mai questa raccomandazione non viene recepita dai pendolari?
«La campagna era molto chiara, ma si trattava pur sempre di una raccomandazione. Nessuno aveva il compito di verificare che tutti indossassero la mascherina. Il fatto che i pendolari non seguano la raccomandazione ha sicuramente a che fare con la dinamica di gruppo e un certo desiderio di libertà. E con gli allentamenti c’è anche voglia di tornare nuovamente alla normalità. Assieme al basso numero di contagi, questi elementi danno origine a un comportamento più negligente».

Con un obbligo di mascherina, la situazione sarebbe diversa?
«Penso di sì. Se sui mezzi pubblici fosse obbligatorio indossare la mascherina e il mancato rispetto fosse sanzionato, qualcosa cambierebbe. In tal caso le imprese di trasporto avrebbero anche distribuito o venduto delle mascherine».

Le imprese di trasporto appaiono disorientate, ma continuano a opporsi a un obbligo di mascherina. Come mai?
«Era chiaro che con il ritorno della gente negli uffici i mezzi pubblici tornassero a riempirsi. Da qui la raccomandazione di utilizzare la mascherina. Ma il settore non vuole essere stigmatizzato: non vogliamo essere l’unico luogo in cui è necessario indossare una mascherina. Altrimenti si ha la sensazione che ci si possa infettare soltanto a bordo dei mezzi pubblici. Se ci fosse un obbligo di mascherina in tutti gli spazi pubblici, lo introdurremmo anche noi. E potremmo conviverci. Sino ad allora facciamo appello alla responsabilità personale».

Quale messaggio vuole trasmettere ai pendolari?
Non vergognatevi di portare la mascherina. Abbiate il coraggio di atternevi alle raccomandazioni. Prendetele sul serio. 

Ci vorrebbero altre misure oltre alla raccomandazione di portare la mascherina? Per esempio delle liste dei passeggeri o il plexiglas come nei ristoranti?
Compilare liste è illusorio, ma le separazioni per mezzo di plexiglas sui treni potrebbero essere considerate. Nei bus si sta inoltre valutando di proteggere il conducente con un vetro. Altre misure sono quasi impraticabili sui mezzi pubblici.

Come compromesso, tempo fa le FFS pensavano d'introdurre dei vagoni con obbligo di mascherina. È un’opzione ancora al vaglio?  
L’idea c’è. Non so quanto approfonditamente venga ancora valutata. I vagoni con obbligo di mascherina si rivolgono però più ai turisti che ai pendolari. Dovrebbero sentirsi sicuri in viaggio.

Secondo l’UFSP, rimane importante tracciare in maniera completa i contatti delle persone. Come lo si fa sui mezzi pubblici, sui quali nessuno conosce la persona che gli sta seduta accanto?
Sui mezzi pubblici non è possibile ricostruire i contatti. Se si fa il biglietto al distributore automatico o si dispone di un abbonamento si resta completamente anonimi. Solo l’app per il tracciamento può venire in soccorso, ma deve essere utilizzata ampiamente.

Nel frattempo è tornato in vigore l’orario regolare. Quanto vengono utilizzati i mezzi pubblici in questo momento?
L’utilizzo è sotto la media. Calcolo che ci vorranno due anni perché la frequentazione si riprenda. Ora la gente lavora più spesso da casa o preferisce muoversi in bicicletta o in auto. Questo è quello che notiamo. E così perdiamo passeggeri, anche sul lungo periodo.

Lo trova uno sviluppo positivo o negativo?
Fintanto che i mezzi pubblici sono poco frequentati è possibile rispettare meglio la distanza sociale. In quanto azienda di trasporto, tuttavia, per noi ciò implica un deficit molto più alto poiché i costi rimangono gli stessi. C’è un buco che la politica deve ora colmare.

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