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04.01.21 - 10:550

Come si evolveranno i social media nel 2021? La parola agli esperti

Utenti e addetti ai lavori guardano al futuro delle piattaforme online, in una quotidianità ancora in cambiamento

Difficilmente, all’inizio del 2020, chi aveva provato a prevedere i trend dell’anno per i social media, si sarebbe aspettato un’impennata così significativa dell’implementazione delle ads, degli workspace online, dei sistemi di videochiamata.

Ma eccoci già appena oltre le porte del 2021, in cui già moltissimi ripongono la speranza di una ripresa più consistente delle economie mondiali e della nostra quotidianità, così come la conoscevamo prima del Covid-19.

Che cosa aspettarci? Certamente che, per quanto possano ancora essere imprevedibili i cambiamenti del nostro tessuto sociale ed economico, molti imprenditori e consumatori di tutto il mondo hanno capito come adattarsi a cambiamenti anche radicali, dando prova di versatilità e resilienza.

Insomma, se c’è un momento in cui fare - o provare di fare - qualche previsione sui prossimi mesi, quantomeno nel campo del marketing digitale, è esattamente questo.

Ci ha pensato da pochissimo Hootsuite, che ha pubblicato un report sui social trends attesi per quest’anno, chiedendo a 11189 marketers quali fossero gli elementi su cui scommettere per emergere sulle piattaforme, e mettendo insieme le loro risposte per formulare una prima raccolta di dati significativi.

 

I social media come primo step della customer experience

Un elemento che non sorprende, è il fatto che l’obiettivo principe delle aziende nel 2021 sia l’acquisizione di nuovi clienti, utilizzando i social media come strumento di avvio (e talvolta anche di conclusione) di tale percorso.

Dovendo eliminare il contatto diretto, “fisico”, se vogliamo, con il potenziale cliente, ogni attività che vorrà attirare nuovi consumatori dovrà farlo potenziando la propria avanguardia web, che finora era un corollario, un’integrazione dell’esperienza concreta. Poiché i social saranno centrali, i creativi continueranno a sfidarsi nell’individuare contenuti e modalità nuovi, coinvolgenti e interattivi per valorizzarne le caratteristiche.

Gli utenti utilizzeranno sempre di più i social per incontrare nuovi brand, trovare con loro familiarità, avviare una riflessione sui prodotti/servizi proposti. Il primo passo del loro percorso d’acquisto diventeranno sempre più, di conseguenza, proprio questi canali. Senza contare il completamento, ancora in data da definirsi, delle funzioni Shops su Facebook e Instagram. Gli addetti ai lavori delle aree che non possono usufruirne - che sono ancora parecchie - sono certamente pronti ad accoglierle a dovere. Immaginate di poter consultare, avviare e concludere l’acquisto di un articolo direttamente sui social media, senza spostarvi di piattaforma neanche per un secondo: essi non si limiteranno ad essere la prima fase della nostra esperienza da utenti, ma saranno il primo importantissimo livello di un funnel di vendita con un incredibile potenziale di conversione, anche per i piccoli imprenditori e i professionisti, rafforzando così al contempo le opportunità di vendere online, ma anche la competizione e anche i costi delle ads.

 

Baby boomers alla ribalta

Tra le sorprese regalate dal 2020 figura sicuramente l’aumentata familiarità con le risorse web della fascia demografica dei “baby boomers, individuata convenzionalmente tra i nati dal 1946 al 1964. Anche loro, infatti, hanno dovuto cambiare le proprie abitudini quotidiane, in termini di socialità e di procedure di acquisto, prendendo velocemente confidenza con strumenti finora sconosciuti o ignorati.

Proprio per questo, gli stessi web marketers, prima del 2020, raramente si concentravano su questa fascia demografica con le loro campagne. Ebbene, anche questo è cambiato, e continuerà a cambiare nel 2021: secondo i dati citati dal report di Hootsuite, il 70% degli utenti tra i 55 e i 64 anni, infatti, ha confermato di aver fatto shopping online almeno una volta, nel 2020, e il 37% di essi prevede di farlo nuovamente, anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.

Dai prossimi mesi, quindi, ci troveremo quindi a confrontarci con un pubblico quasi completamente nuovo da studiare e valorizzare, e con cui interagire, comunicare.

 

Conoscere la propria community

Già prima del 2020, avere tanti followers o generare molti leads non bastava, se la loro qualità (una metrica non sempre misurabile) non era sufficiente.

Secondo un’altra ricerca condotta pochi mesi fa da Hootsuite, in collaborazione con Altimeter Group, attraverso l’intervista di più di 2000 dirigenti e responsabili marketing era infatti emerso che il 54% dei coinvolti non era certo della qualità del proprio pubblico e dei contatti raccolti.

Carenze che possono essere integrate sia con la pianificazione di interventi di marketing più “scientifici” che con l’ideazione di contenuti volti al mantenimento e al miglioramento dell’interazione reale con gli utenti.

D’altro canto, la ragion d’essere dei social media è proprio mantenere i contatti, promuovere la comunicazione e ovviamente la socialità. Tutte componenti di cui, per giunta, abbiamo sofferto la mancanza nell’anno passato. Di conseguenza, ora più che mai, le attività, con i propri account, non possono rinunciare a prendere parte alla conversazione, a mantenere una relazione più orizzontale con i propri utenti: non numeri, ma persone, da gratificare mediante il coinvolgimento, la condivisione.

 

Se anche tu sei in cerca di nuovi stimoli per l’inizio di questo nuovo e promettente anno, non potrai fare a meno di considerare, per il tuo business, un miglioramento del tuo approccio al marketing digitale, tra le poche garanzie che questo 2020 ci ha lasciato. E noi possiamo aiutarti a scoprire come farlo, permettendoti di aumentare vendite e clienti. Fissa un appuntamento per una consulenza gratuita, non devi far altro che contattarci!

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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