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25.05.20 - 09:000

Vendere su internet velocemente, tanto e gratis

I 5 errori che l’imprenditore medio fa online, nella storia semiseria di Marco, aspirante magnate dell’idraulica

Marco ha sempre voluto una vita onesta. Fin da ragazzo, ha costruito la sua strada, maturando diverse esperienze lavorative, finché non ha trovato la sua definitiva vocazione: vendere sturalavandini.
Da uomo coscienzioso qual era, sapeva che le cose non sarebbero sempre state semplici per lui. Tantissimi lo giudicavano per la sua scelta. Eppure, quelle stesse persone accorrevano disperate, richiedendo i suoi servigi e i consigli, quando il lavandino della loro cucina rigurgitava pezzi mollicci di pollo al cestello o il loro gabinetto rimaneva provato dall’ultima visita del figlio adolescente che prova a fare il culturista.

Marco lo accettava: era una brava persona, voleva solo lavorare e poter spendere e metter da parte qualche franchetto. Il suo buon cuore e il suo talento non hanno mancato di stupire il suo datore di lavoro, un signore canuto con la saggezza di un sensei e un registro linguistico da reality show. Ha continuato a rispettarlo fino al giorno in cui, purtroppo, anche per lui è stato il momento di lasciare questo mondo…degli sturalavandini. Insomma, di andare in pensione, ma non senza passare il proprio testimone: sarebbe toccato a Marco, il suo erede, portare avanti l’attività.

Marco, però, non si sarebbe accontentato di gestire il business, ora finalmente suo. Voleva ampliarlo, aumentare il fatturato, raggiungere un successo che nessuno si sarebbe mai aspettato o avrebbe potuto raggiungere. Sarebbe diventato un magnate, anzi IL magnate degli sturalavandini. E avrebbe costruito un grattacielo che, in confronto, la Trump Tower sarebbe sembrata una villetta a schiera.

Ma come fare? Da dove cominciare? Una delle risposte era certamente il consiglio che gli aveva dato suo nipote tempo addietro: vendere gli sturalavandini “anche su Facebook”.

È da questo momento in poi che Marco - in buona fede (ma non sempre) - ha cominciato a commettere alcuni degli errori più comuni tra gli imprenditori che si affacciano al mondo del web marketing.

  • 1) “Metterci la faccia? No, io queste cose non le faccio.”

La scelta di parole non è casuale: “metterci la faccia” aiuta la presenza online, la reputazione del proprio brand e la fidelizzazione dei clienti. Marco non può pretendere di avere partecipazione sui social senza esserci e partecipare anche lui. Non può avere un’idea precisa di cosa significhi viverli da utente, né di quale potenziale abbiano nell’incoraggiare le vendite.
Curando la propria immagine online, dando un volto ai suoi sturalavandini, ha invece più possibilità di attrarre l’interesse, la simpatia e la fiducia di chi esula dal cerchio dei suoi affezionati.
Quelli con il pollo nel lavandino e il figlio culturista, per intenderci.
Se invece tenderà a nascondersi, a non prendere parte alle dinamiche del web, tutto ciò che farà online sarà penalizzato da una profonda incompetenza di base. Insomma: se rinunci alle
fondamenta, che fine fa il grattacielo?

 

  • 2) “Il budget non prevede la comunicazione online, non voglio spendere nulla.”

Marco ricade in un classico tristemente noto: aspettarsi dei risultati significativi dal web marketing, pretendendo di non investire.
Eppure Marco è confuso: i social non sono gratuiti? Di base, sì. Sono la visibilità, i preventivi e soprattutto le vendite che richiedono competenza e iniezione di capitali: su Facebook e compagnia, il rischio di diventare invisibili, anche agli occhi degli utenti che ci seguono già, è molto alto, praticamente certo, se non si prevede un budget per l’advertising. Per questo, è inevitabile mettere in conto una spesa. Non solo: affinché tali risorse diano i propri frutti, è d’obbligo organizzare precedentemente una strategia in cui implementarle. Ahinoi, anche questo è un tasto dolente.

 

  • 3) “Ma quale strategia? Lo chiedo a mio nipote che col computer è bravissimo.”

Formulare e perfezionare una strategia di marketing online richiede competenza e attenzione: ma questo Marco non lo sa, forse perché nessuno gliel’ha mai spiegato, forse perché non ha familiarità con l’argomento, forse perché non gli è mai interessato, fino ad ora, approfondire nuovi canali di vendita dei suoi preziosi sturalavandini.
Che lo voglia o no, se il suo obiettivo è vendere attraverso la presenza su internet, dovrà rassegnarsi e rivolgersi a dei professionisti. Saranno loro a fare le ricerche di mercato necessarie, a formulare le valutazioni del caso e scegliere su quali piattaforme investire, quanto investire, quando farlo, e quali contenuti realizzare. Marco si intende ampiamente di meccanica e idraulica per lavandini e gabinetti, ma qui le cose non funzionano esattamente allo stesso modo.

 

  • 4) “Pure il sito? Non basta il Facebook?”

Il web non è solo social, e un sito web curato e calibrato sulla propria immagine è più che un semplice biglietto da visita. Come quest’ultimo, deve essere reperibile sui motori di ricerca quando un cliente cerca QUEL prodotto o servizio, dare tutte le informazioni utili, senza trascurare l’estetica e la facilità di contatto. Ne va non solo della reputazione online, ma anche di molte potenziali entrate.
Molti scettici, come il nostro Marco, si sono ormai rassegnati alla realtà: quando un consumatore ha bisogno di acquistare qualcosa, per scoprire dove e come comprare si affida a Google.

 

  • 5) “Proviamo due settimane. Poi, se non si vende, stacchiamo tutto.”

L’amore per l’affascinante mondo degli sturalavandini ha reso il nostro Marco inquieto e ansioso di distribuire la propria merce ai suoi nuovi clienti. Purtroppo, Marco, ancora una volta, è inconsapevole di una triste seppur comprovata realtà: affinché le attività di web marketing producano risultati, bisogna aspettare qualche mese, perché le ricerche vanno provate sul campo, bisogna avvicinare sempre di più chi interagisce positivamente con noi… dobbiamo far diventare i conoscenti clienti, e poi fidelizzarli, e questo implica un processo scientifico, fondato su continui test, aiutati dai complessi algoritmi delle piattaforme che utilizziamo. Ciò, peraltro, ammesso e concesso che siano state strutturate con il dovuto studio e la giusta competenza.

Il buon Marco, quindi, dovrà scegliere bene a chi rivolgersi e avere pazienza, la stessa virtù che ha sviluppato in anni di duro lavoro. Egli, giustamente, sarà infine premiato, nella sua costanza, dall’attenzione di tanti nuovi utenti che impareranno a conoscere lui e i suoi miracolosi sturalavandini.

 

La storia di Marco non è che un piccolo racconto ironico che illustra come, in diversi anni di attività, ci sia capitato di confrontarci con molti imprenditori curiosi e pronti a rinnovare il proprio business, ma non proprio consci di ciò che comporta davvero essere presenti e vendere online.

Se anche tu stai cercando la chiave per aumentare il fatturato, contattaci per una consulenza gratuita. Insieme, valuteremo con trasparenza la tua situazione e ti indicheremo le strategie e i canali più adatti - nonché il budget da investire - per raggiungere così i tuoi obiettivi.

 

Articolo a cura di Linkfloyd Sagl, agenzia di marketing e comunicazione in Ticino.

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