CANTONE
03.06.19 - 11:010

Così le macchine ci porteranno in Paradiso

Le nuove tecnologie abbattono i costi, migliorano i servizi, ottimizzano i rapporti col cliente. Una grossa opportunità per le aziende, ma anche per gli uomini...

 

Cominciamo da una domanda: di che cosa parliamo, quando parliamo di nuove tecnologie. Non solo di robot sempre più intelligenti, che lavorano al fianco dell'uomo o spesso al suo posto.

Parliamo di blockchain, realtà virtuale, sicurezza informatica, esperienze on demand. Parliamo di realtà diversificate e molteplici, talora impalpabili, che finiscono per raccogliersi e riconoscersi sotto un’etichetta comune: “grosse opportunità”, a beneficio di tutti.

Delle aziende, come dei clienti; del profitto, come del risparmio; della produzione, come del post-vendita. Un grande contenitore da cui tirare fuori, come da un cilindro, il futuro che s’immagina da anni, fantasticando su quanto rivoluzionario saprà essere. E indispensabile, per stare nel mondo e sul mercato; per ottimizzare un business sempre più efficiente e innovativo, rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più sofisticato.

Perché l’industria 4.0 non è solo una macchina dalle sembianze umane, con le braccia per servire il vassoio al tavolo o una bocca per sorridere ai turisti in aeroporto. È fatta di intuizioni più minuscole, furbe, camaleontiche; che s’insinuano negli interstizi ancora vuoti per migliorare quello che già esiste, perfezionarlo, sgravando la manovalanza di incombenze che non potrebbe svolgere altrettanto bene.

Vantaggi? Almeno due. Il primo, la riduzione dei costi. Non solo poiché, banalmente, le macchine costano meno dell’essere umano e operano meglio, ma perché, inserite nel ciclo produttivo, lo monitorano in maniera costante e impeccabile, rilevano l’anomalia, correggono il difetto prima che arrivi sul mercato e generi sofferenza e spese.

Il secondo, la personalizzazione del prodotto: ormai realizzato su misura, secondo il gusto saliente del cliente e il suo interesse, vezzeggiato nel pre e nel post acquisto con analisi di mercato, consigli ad hoc, feedback in tempo reale.

 Roba impensabile, quando tutto era ancora sulle spalle fragili dell’uomo. Che ora, ecco la terza e più importante domanda, dove andrà a finire? Diceva un vecchio film, ormai cinquant’anni fa, in Paradiso: ma stavolta pare non sarà solo una provocazione. Bando alle paure, ai “posti di lavoro rubati dalle macchine” di cui si teme. Per dirla con Davide Proverbio, fra gli ideatori del Swiss Visionary Day del prossimo 18 settembre a Lugano, in fondo «nessuno è nato per avvitare bulloni, spostare pesi, compiere azioni a basso valore aggiunto». Mansioni alienanti che sviliscono l’individuo, invece di valorizzarlo. Al via dunque la riconversione, la riqualificazione della forza lavoro a compiti più appaganti. Perché talvolta sfugge, ma quando parliamo di nuove tecnologie, parliamo anche di attenzione alle persone.

Competenza, al posto del sudore della fronte; creatività, invece dell’obbedienza cieca a un ordine ogni giorno uguale. Eccolo, il paradiso della classe operaia.

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