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06.02.19 - 14:000
Aggiornamento : 16:06

Diplomi "napoletani": la pacchia è finita

Il Consiglio di Stato ha modificato gli articoli della Legge sulla scuola relativi all’insegnamento privato. Gli esami saranno da fare in Svizzera

BELLINZONA - Dopo la vicenda delle maturità liceali comprate all'estero, il Consiglio di Stato ha deciso di modificare gli articoli della Legge sulla scuola relativi all’insegnamento privato. Una revisione che ha lo scopo «di meglio proteggere e tutelare i titoli del settore secondario, con particolare riferimento alle maturità liceali conseguite dopo studi preparatori in scuole private».

Il Ticino ha conosciuto, nel recente passato, una moltiplicazione di offerte sedicenti universitarie che avevano convinto il Consiglio di Stato prima e il Gran Consiglio poi (nel corso del 2013) a modificare la Legge sull’Università della Svizzera Italiana, sulla SUPSI e sugli istituti di ricerca. Questo per meglio proteggere la denominazione universitaria «denunciando così offerte di scarso valore, se non truffaldine, riferite al settore terziario privato», riferisce il DECS.

Il “mercato dei titoli” si era esteso, parzialmente, anche al settore secondario II, con particolare riferimento alle maturità liceali conseguite dopo studi preparatori in specifiche scuole private. Da qui la necessità di un nuovo intervento legislativo volto a preservare il buon nome delle scuole private ticinesi.

Nuova denominazione - La revisione parziale della Legge della scuola decisa oggi propone innanzitutto di cambiare l'attuale denominazione di “scuole medie superiori private” in “scuole preparatorie alla maturità private” e questo perché gli istituti in questione non assegnano nessun titolo in loro nome, perché non abilitati a farlo.

Esami da dare in Svizzera - La principale modifica consiste poi nel limitare, salvo eccezioni possibili per decisione del Consiglio di Stato tramite regolamento, l’autorizzazione alle scuole preparatorie per un esame di maturità che si tiene in Svizzera, il che esclude di principio le scuole che preparano per il conseguimento di una maturità tenuta all’estero. La revisione proposta dal governo prevede anche l’obbligo per tutte le scuole private di presentare un progetto pedagogico e un piano finanziario, necessari per ottenere l’autorizzazione, norma quest’ultima già contenuta nel regolamento di applicazione per le sole scuole dell’obbligo. Restano riservati gli accordi internazionali sottoscritti dalla Svizzera relativi a scuole private riconosciute da Stati esteri e risiedenti in Svizzera.

Per gestire il passaggio alle nuove regole è prevista una norma transitoria che mantiene l’attuale diritto per gli allievi iscritti prima del 1° gennaio 2019. L’entrata in vigore della parziale riforma legislativa è prevista al 1° agosto 2019, scadenza possibile qualora il Gran Consiglio procedesse con una certa celerità.

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