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CANTONE / SVIZZERA
22.02.20 - 21:580
Aggiornamento : 23.02.20 - 00:03

«Nessuna limitazione all'ingresso»

L'Ufficio federale della sanità pubblica non intende intervenire alle dogane. «L'Italia segue la strategia comune»

LUGANO - «In base alla stima della situazione attuale, non vi sono limitazioni all’ingresso in Svizzera». Così scrive oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica sul suo sito ufficiale. Una risposta indiretta a coloro che vorrebbero dogane chiuse e frontalieri bloccati sul confine, ma soprattutto una rassicurazione nei confronti dei cittadini.

Finora in Svizzera il coronavirus non è stato riscontrato in nessuno dei campioni esaminati. Tuttavia è possibile che si verifichino casi anche qui, motivo per cui le autorità sanitarie «si stanno preparando per l'eventualità di una diffusione nel nostro Paese». Attualmente vengono esaminati in laboratori diagnostici strisci nasofaringei di tutti i casi sospetti. «Qualora il laboratorio confermasse un’infezione da coronavirus, coloro che sono entrati in contatto con la persona ammalata verrebbero informati sul rischio dalle autorità sanitarie».

Daniel Koch, capo divisione malattie trasmissibili all'Ufficio federale della sanità pubblica, è stato interpellato direttamente sull'argomento dalla RSI. E ha spiegato che «è troppo presto oggi per adottare misure alla frontiera, non porterebbero a niente». Koch ha anche voluto rassicurare sulla strategia messa in atto dall'Italia, la stessa degli altri Paesi europei, di cercare le persone colpite e quelle con cui sono entrate in contatto per metterle in quarantena. «Dal nostro punto non cambia nulla, le autorità italiane non ci hanno comunicato che vi siano stati contatti con persone che vivono in Svizzera, altrimenti li avremmo contattati immediatamente e li avremmo messi in quarantena».

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