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LUGANO
12.06.19 - 10:220
Aggiornamento : 11:40

Così la voragine di Aston Bank è diventata "soltanto" un buco

Dopo un lavoro durato quasi 5 anni il curatore fallimentare Luca Guidicelli ha ridotto il buco reale a 11 milioni di franchi e non è finita. Estromessi quasi 50 milioni di debiti inesistenti

LUGANO - È stato un lavoro titanico da più punti di vista. A cominciare da quello che quando una banca fa naufragio è un mondo intero che affonda e allora si innescano i più spietati “si salvi chi può”. Così anche dopo il fallimento della Aston Bank, decretato dalla FINMA (l’autorità federale di vigilanza) il 22 dicembre 2009, tra sommersi e salvati, c’è stata una corsa a vantare crediti, veri o presunti, nei confronti dell’istituto di via Maraini a Lugano. Un vero e proprio assalto alla diligenza contro cui il curatore fallimentare, l’avvocato Luca Guidicelli, ha vestito i panni dello sceriffo.

Gli ostacoli principali - «Il fallimento ha avuto un percorso molto travagliato - spiega lo stesso Guidicelli a Tio/20minuti -. Due però sono stati i problemi riscontrati: la contabilità era così fortemente compromessa che non si poteva sapere chi fosse veramente cliente e quale fosse, se del caso, il suo saldo del conto bancario; inoltre tutte le liquidità della banca (comunque insufficienti a pagare i crediti insinuati per oltre 80 milioni di franchi) erano sequestrate dal Ministero Pubblico».

Cinque anni di lavoro - Finora in tutte le cronache sul crac (a partire da quando il caso scoppiò con l’arresto di uno dei due direttori finiti nei guai) si era sempre parlato di una voragine di 20 milioni. Il quadro reale era un po’ diverso. Proprio per i due problemi menzionati, spiega il curatore fallimentare, «ci sono voluti quindi quasi 5 anni per arrivare al deposito della graduatoria che - a parte qualche modifica per alcune cause e nuove insinuazioni - si attesta oggi a circa 31.2 milioni di franchi di debiti. In sostanza sono stati estromessi debiti inesistenti per almeno 50 milioni».

Lo scoperto finale - Un po’ come sul Titanic, anche tra i creditori, ci sono quelli di prima, seconda e terza classe. «Attualmente gli attivi a disposizione della massa sono di circa 20 milioni, seppure risultino sempre sequestrati penalmente e dunque non distribuibili per il momento. Quindi il buco reale attuale è di “soli” 11 milioni. Ritenuto che si potrà pagare tutta la prima classe così come la seconda, in terza classe si arriva a non meno di un dividendo del 30%, che - per i canoni dei fallimenti ordinari - è comunque un ottimo risultato». E anche per questi ultimi la situazione potrebbe migliorare: «Attualmente sono poi in corso trattative per cercare di monetizzare alcuni crediti della massa fallimentare, ciò che quasi certamente diminuirà il buco e dunque lo scoperto per i creditori di terza classe» conclude Guidicelli.

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Commenti
 
Valerio Castellani 1 mese fa su fb
Magari tra altri cinque anni sarà solo uno scherzo 🙃
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