CANTONE
29.03.18 - 06:000

Apprendere con le nuove tecnologie: il nuovo progetto “Robot Street Challenge”

I ragazzi con le nuove tecnologie apprendono in maniera più efficiente

 

Lo ripetono in molti, soprattutto i genitori e i nonni: i ragazzi e bambini di oggi appartengono una generazione molto differente dalla loro; i ragazzi e bambini di oggi sono nati “nella tecnologia”, sono i nativi digitali.

«Coloro che fanno distinzione tra intrattenimento ed educazione forse non sanno che l'educazione deve essere divertente e il divertimento deve essere educativo» Marshall McLuhan.

Per questo Ated – ICT ha realizzato il primo reality ticinese che vede impegnati ragazzi,famiglie, scuole, aziende in un progetto innovativo che vedrà la progettazione di un “robot”; la nuova sfida è partita il 28 febbraio e nei prossimi tre mesi offrirà l’occasione ai ragazzi e agli studenti di SUPSI, USI e SSIG e SAMT di cimentarsi nella costruzione di un robot autonomo che dovrà essere in grado di percorrere un circuito e superare degli ostacoli proposti dal team di mentor di ate4kids. Un progetto nel quale l’innovazione, l’informatica, l’elettronica e la robotica sono i protagonisti ma con un plus aggiunto: tutte le squadre sono chiamate infatti a perfezionare la comunicazione, e dovranno attingere dalle loro “softs skills” le cosiddette “competenze trasversali”.

Come nasce l’espressione “nativi digitali”? L’espressione “Nativi digitali” è stata coniata per la prima volta da Marc Prensky nel 2001. Il newyorkese, studioso dei problemi educativi, in due suoi articoli spiegò che i problemi educativi sorti negli ultimi anni nell’istruzione pubblica erano dovuti a una arretratezza della scuola. La scuola, infatti, era particolarmente distante dalle nuove modalità di apprendimento dei bambini e ragazzi, immersi fin da piccoli nella tecnologia digitale o in altre parole “Nativi digitali”. La differenza tra chi appartiene all’ “era Gutenberg” e chi appartiene all’ “era internet” è infatti abissale: le nuove tecnologie hanno profondamente cambiato il modo di comunicare e imparare dei nativi digitali. Gli appartenenti all’era Gutenberg hanno un modo di interfacciarsi lineare e monodirezionale: prediligono quindi eseguire un’azione alla volta e riescono a focalizzare la loro attenzione solo su quell’azione che stanno compiendo; i nativi digitali hanno un modo di interfacciarsi pluridirezionali: preferiscono eseguire più cose contemporaneamente.

Perché è importante insegnare ai giovani l’importanza di un uso corretto della tecnologia? Negli ultimi anni molte ricerche si sono focalizzate sul problema del rapporto tra la tecnologia e l’apprendimento dei ragazzi. I risultati di tali ricerche sono positive: i ragazzi con le nuove tecnologie apprendono in maniera più efficiente, veloce e soprattutto in una maniera più coinvolgente. Ovviamente le infinite possibilità della tecnologia devono essere sfruttate in modo adeguato. Essere nativi digitali non significa saper utilizzare in automatico la tecnologia: per questo il ruolo della scuola è (ancora) essenziale; la scuola ora più che mai ha il ruolo, molto arduo (anche considerando l’età media dei docenti), di saper insegnare l’uso e il corretto uso della tecnologia.

L’educazione ai media è una disciplina che riguarda TUTTI i media (cinema, giornali, radio, televisione ecc.), è infatti centrale per i giovani (e meno giovani) imparare a districarsi tra i vari linguaggi dei media ed imparare ad approcciarli in maniera corretta.

Con Media Education si intende quindi un’attività di tipo didattico ed educativo finalizzata a sviluppare negli studenti la capacità di:

  • Comprendere i diversi media e le varie tipologie di messaggi,
  • Utilizzarli correttamente, saper interpretare in maniera critica il messaggio,
  • Essere in grado di generare un messaggio e quindi usare in maniera propositiva i media.

Internet resta uno strumento INDISPENSABILE, ed è fondamentale per i genitori (e per gli adulti che hanno a che fare con minori) conoscerlo in tutte le sue potenzialità ed essere pratici di alcuni aspetti che non possono più essere relegati agli “addetti ai lavori” per poter educare correttamente i propri figli ad un uso corretto della rete. 

L’esperienza tecnologica può essere proposta a un vasto pubblico in maniera viva e l’apprendimento può risultare coinvolgente e divertente. In questo contesto, si è pensato alla realizzazione del progetto “Robot Street Challenge”. I prototipi di robot e gli esperimenti proposti possono essere interattivi, dunque, esistere in quanto esiste una persona che interagisce, agisce, sperimenta e nello stesso tempo apprende: l’utente può avere un ruolo attivo esplorando il contenuto, imparando dal gioco e dalla manipolazione.

Divertimento e intrattenimento rappresentano infatti degli strumenti molto potenti nel favorire l’apprendimento attraverso un forte coinvolgimento psicologico ed emotivo, che consente, grazie ad un approccio attivo, di progredire a un livello successivo di conoscenza in modo creativo e partecipativo. In tale ottica attualmente vengono realizzati percorsi formativi che possono essere utili non solo per le nuove generazioni, ma per tutti quelli che desiderano apprendere autonomamente attraverso esperienze stimolanti, riscoprendo il piacere di imparare intervenendo attivamente.

Seguite le squadre che hanno aderito al progetto!

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