Keystone / TiPress
CANTONE / SVIZZERA
14.06.18 - 15:100

«Premiamo i jihadisti ed espelliamo i rifugiati integrati?»

Fabio Regazzi ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale in merito al caso di Omar Bewar, iracheno di origini curde per cui erano state raccolte 5’000 firme

BERNA - Il caso di Omar Bewar, il 31enne iracheno (di origine curda) che vive a Bellinzona e a cui è stato chiesto di lasciare la Svizzera, è approdato sui banchi del Consiglio federale. A presentare l’interpellanza è stato Fabio Regazzi, che senza mezzi termini si chiede: «La prassi del Consiglio federale premia i comportamenti criminali dei jihadisti mentre punisce i rifugiati integrati?».

Il consigliere nazionale PPD menziona il caso di tre iracheni condannati nel marzo 2016 dal Tribunale penale federale per sostegno all’organizzazione terroristica islamica Isis che non sono stati espulsi nel loro Paese, l’Iraq, poiché considerato pericoloso. In quel caso Il Consiglio federale ha applicato l’articolo 25 capoverso 3 della Costituzione secondo cui nessuno può essere respinto in uno Stato in cui rischia la tortura o un altro genere di trattamento o punizione crudele o inumano.

«Perché questo articolo non viene applicato per gli altri richiedenti l’asilo iracheni, tra cui pure dei curdi fuggiti a seguito di persecuzioni subite?» chiede l’interpellanza. Regazzi intende capire se il Consiglio federale «non ritiene che con questa decisione si penalizzano i rifugiati che si integrano, lavorano e si rendono economicamente indipendenti».

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha decretato l’espulsione di Omar Bewar, che da oltre 10 anni vive, lavora (finché la decisione di espulsione non glielo ha impedito) ed è perfettamente integrato a Bellinzona. Contro questa decisione sono state raccolte oltre 5000 firme presso la popolazione locale, ritenute dalla SEM «senza peso legale». Regazzi chiede al Consiglio federale «in base a quali criteri la SEM ha deciso il rinvio in Iraq dell’iracheno di origini curde, mentre il DFAE ritiene la medesima regione rischiosa, sconsigliandone a noi svizzeri i viaggi, inclusi nella regione del Kurdistan»: «Occorre desumere che l’Iraq è diventato forse Paese sicuro per i curdi perseguitati, ma rimane pericoloso per i cittadini svizzeri?».

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