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BELLINZONA
08.02.18 - 11:290

«Perché una frontaliera come responsabile della casa anziani?»

Un’interpellanza rivolta al Municipio, con prima firmataria Lelia Guscio, solleva il problema della bassa percentuale di personale indigeno tra le assunzioni in ambito sanitario

BELLINZONA - La nuova organizzazione dirigenziale prevista dal Municipio di Bellinzona per le quattro case per anziani cittadine prevede un direttore unico e quattro responsabili di struttura. Proprio su questo punto è stata trasmessa al Municipio un’interpellanza che riguarda la struttura comunale di piazza Mesolcina.

Nei confronti del Municipio di Bellinzona, Lelia Guscio solleva il problema di «una bassa percentuale nelle assunzioni di personale indigeno in ambito sanitario». All’Esecutivo cittadino viene chiesto se corrisponde al vero che la nuova responsabile della struttura della casa anziani comunale sia una frontaliera.

«È possibile - domandano Lelia Guscio, Manuel Donati, Fabrizio Ferracini, Orlando Del Don e Marco Ottini - che non vi siano infermieri residenti idonei?». I firmatari colgono l’occasione per interrogare il Municipio della Nuova Bellinzona in merito a quanti infermieri già parte dell’organico hanno inoltrato la candidatura e se vi fosse tra di loro qualche candidato idoneo.

L’interpellanza solleva inoltre il sospetto di una disparità di trattamento tra la responsabile della casa anziani comunale e quella del Centro Somen: «Corrisponde al vero che non sono stati ritenuti necessari i medesimi requisiti e competenze?».

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