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CANTONEUn passato tormentato, e poi la rinascita: i ragazzi di AdoMani

26.09.23 - 09:30
Sono storie di abusi, maltrattamenti, dipendenze e problemi con la giustizia. Qui, con l'aiuto degli educatori, trovano il proprio riscatto.
Fondazione Amilcare
Un passato tormentato, e poi la rinascita: i ragazzi di AdoMani
Sono storie di abusi, maltrattamenti, dipendenze e problemi con la giustizia. Qui, con l'aiuto degli educatori, trovano il proprio riscatto.

LUGANO - «Cerchiamo di abituarli a rispettare gli impegni presi», ma a volte è davvero complicato. «Capita che non abbiano voglia di impegnarsi o che arrivino in ritardo. Altre volte non si presentano proprio». A raccontarlo a Tio/20minuti è Daniele Gioè, educatore responsabile del progetto AdoMani, iniziativa che da dieci anni a questa parte propone ai ragazzi della Fondazione Amilcare di riavvicinarsi al mondo del lavoro o alla formazione, con un'esperienza di impiego accessibile e individualizzata. Con il nostro lavoro, aggiunge, «cerchiamo di dare loro gli strumenti necessari per affrontare le esperienze formative, come gli stage, per esempio». Informazioni che spesso ai ragazzi mancano a causa del loro background familiare.

In tutto, sono circa una ventina i ragazzi che tra i 15 e i 20 anni usufruiscono di questo servizio. Un passato tormentato alle loro spalle, fatto da conflitti familiari, dipendenze e fragilità psichiche. Ma anche abbandoni, abusi, maltrattamenti o reati che li hanno portati ad avere problemi con la giustizia.

Le testimonianze - Andrea*, 17 anni, è in Fondazione Amilcare da circa un anno per conflitti familiari. Ci racconta la sua esperienza con AdoMani. «Le proposte sono varie: sgomberi, traslochi, tinteggiature di appartamenti. Ma anche pulizia di parchi e giardini o eventi», ci dice entusiasta. La sua preferita è il «giardinaggio. Mi piace poter fare qualcosa di concreto per l'ambiente».

Giulia*, 18 anni, qui da 3 anni. «Le attività mi piacciono, tranne i traslochi». «Questi piccoli lavoretti ci preparano al meglio per il mondo del lavoro». Per Giulia questo percorso educativo è davvero prezioso: «Sono diventata più puntuale e ho imparato a collaborare con persone che magari non mi vanno molto a genio. Mi ha aiutato a migliorare sotto diversi aspetti».

I ragazzi diventano più responsabili - «AdoMani è un servizio importante che punta a far sviluppare diverse abilità e attitudini trasversali per l’inserimento nel mondo lavorativo - spiega Patrizia Quirici, vicedirettrice di Fondazione Amilcare -. Imparando così ad assumersi delle responsabilità, a mantenere gli impegni presi, quindi la puntualità, ad allenare concentrazione, costanza e capacità di relazione con l’altro, ad affrontare la paura di sbagliare». A fine giornata, poi, ragazze e ragazzi ricevono un compenso, «un gesto che avvicina l'esperienza alla realtà, dando valore al lavoro svolto. Il fatto che lo sforzo fatto venga subito retribuito rappresenta un incentivo». Le attività proposte «sono diverse e spaziano dal giardinaggio alla pittura. Spetta poi a loro, in base ai propri interessi, decidere a quale iscriversi. Per esempio, dal 7 e al 10 settembre, siamo stati ad Ascona in occasione del concorso ippico Longines CSI. Ci contattano i comuni, per piccoli lavori di manutenzione, come la pulizia dei sentieri o, ancora, per aiutare gli anziani a portare i rifiuti ingombranti in discarica. Ai lavori su commissione si affiancano poi quelli di manutenzione dei nostri stabili».

Si punta sull'autonomia - Una volta che i ragazzi arrivano in Fondazione Amilcare possono rimanervi fino a cinque anni «ma la media è di due o tre». Alla fine di questo percorso «generalmente vanno a vivere da soli. Qualcuno fa anche capo alle misure di disoccupazione per l'inserimento nel mondo del lavoro». A volte succede che qualcuno torni a bussare alla loro porta. «Quando raggiungono i vent’anni dobbiamo concludere il collocamento perché lo impone la Legge cantonale sulle famiglie. Tuttavia, Fondazione Amilcare e il progetto AdoMani mantengono i rapporti. Gli educatori rimangono a disposizione dei ragazzi in caso di necessità».

*nome di fantasia, vero nome noto alla redazione

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