Panico da Covid-19: ecco come un supermercato è stato preso d’assalto
Lettore Tio/20Minuti
I banchi vuoti nel negozio di Lucerna.
LUCERNA/ LOCARNO
16.03.20 - 15:190
Aggiornamento : 17:09

Panico da Covid-19: ecco come un supermercato è stato preso d’assalto

E pensare che grandi distributori e autorità erano stati chiari: il cibo non finirà, non ci saranno problemi

La testimonianza choc di un ticinese sul posto: «Mi è venuto il magone. Tutti correvano come matti»

LUCERNA - La gente sta impazzendo, verrebbe da dire. Nonostante le rassicurazioni dei big della grande distribuzione e delle autorità nei supermercati svizzeri si continuano a registrare scene apocalittiche. Un breve video realizzato nella mattinata di lunedì da un ticinese, originario di Locarno, in un supermercato di Lucerna la dice lunga sulla situazione. Il negozio è stato letteralmente saccheggiato da decine di persone in preda al panico da Covid-19.

Una povera signora “in ritardo” – La testimonianza del ticinese fa riflettere. «Mi è venuto il magone. C’era una povera signora che è arrivata “in ritardo” e non ha trovato più niente. Tutti che correvano come matti. Ho vagato per il supermercato a lungo, cercando di osservare l’isterismo della gente. Le autorità sono state chiare. Ma diversi cittadini non stanno capendo un tubo. È triste ammetterlo. Prendevano di tutto: frutta, verdura, pane precotto, pasta, mais, latte…»

Rassicurazioni continue e precise – Proprio negli scorsi giorni i rappresentanti della grande distribuzione avevano chiaramente esplicitato che nella Confederazione non vi è alcun rischio di penuria generale di cibo. Tradotto: nessuno, ma proprio nessuno, resterà senza da mangiare. I grandi magazzini generalmente continuano a essere bene riforniti. Anche la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga aveva chiesto alla popolazione di non andare in panico su questo tema. Anche perché, pur essendoci misure più rigide, non è prevista alcuna chiusura generalizzata dei supermercati. 

Una situazione frustrante – «Me ne sono tornato a casa senza cibo – racconta il ticinese –. È stata una situazione frustrante. Ho una moglie e due figli. Per fortuna che qualcosa in frigorifero avevamo ancora. Così però non si può andare avanti. Il fatto è che qui in Svizzera tedesca circolano messaggi vocali WhatsApp che gridano all’allarmismo. Sono messi in giro da qualche idiota. Evidentemente si tratta di fake. Di messaggi chiaramente non ufficiali. La gente deve ascoltare ciò che dicono le autorità e le grandi catene di distribuzione. Non andare in ansia. È il momento di essere razionali, anziché emotivi. Siamo tutti preoccupati. Ma un conto è la preoccupazione, un conto è la follia».

Stress anche per i lavoratori – Pure la Swiss Retail Federation, la federazione dei dettaglianti svizzeri, ha lanciato un appello: «Basta fare incetta di merci nei supermercati. Anche perché chi compra più del necessario fa sì che magari altri siano costretti ad andarsene a mani vuote. Inoltre questo atteggiamento mette a dura prova i dipendenti, in un periodo già di per sé molto impegnativo». Senza contare lo spreco alimentare. Perché quando l’allarme coronavirus sarà finito, molta gente si ritroverà con cibo scaduto da gettare.

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