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LUGANO
27.02.19 - 12:450
Aggiornamento : 14:30

«C’è chi è saltato da un balcone all’altro»

Le voci degli sfollati per l'incendio di via Beltramina 7a. In corso verifiche tecniche e strutturali dell'edificio

LUGANO - «Sto ancora tremando tutta». È quanto ci dice una signora che assieme ad altri inquilini stamattina si trovava davanti al palazzo che ieri sera è bruciato in via Beltramina 7a, dove ancora si sentiva l'odore del rogo. Sono tutti inquilini o proprietari che hanno passato la notte da amici o parenti, alcuni di loro in alloggi della protezione civile.

«Eravamo seduti a tavola, quando ho sentito uno strano odore: pensavo che in cucina stesse bruciando qualcosa» racconta ancora la signora, inquilina di un appartamento al quinto piano sul lato opposto dell’edificio. «Ho aperto la porta che dà sul pianerottolo e sono stata travolta dal fumo». Non c’era nessuna possibilità di uscire, finché non sono arrivati i pompieri che hanno fornito delle maschere. «Era tutto buio, i muri completamente anneriti».

Uno scenario «indescrivibile» - Oggi lassù al quarto piano, dove è scoppiato il rogo, si presenta uno scenario «indescrivibile», come dice la custode, anche lei ancora visibilmente scossa. «Gli spazi sono quasi completamente distrutti». Lei vive al terzo piano. E ieri sera è stata allertata da una signora del piano di sopra. «Ho chiamato i pompieri, e ho suonato e bussato alle altre porte» racconta. Ma dal quarto piano in su non c’era la possibilità di scendere: «Qualcuno è pure saltato dal proprio balcone a quello adiacente».

La fuga a mani vuote - Sono momenti in cui non c’è il tempo di pensare. «Siamo usciti lasciando l’appartamento aperto, senza prendere nulla» aggiunge di nuovo la signora del quarto piano, che spiega di ritrovarsi ora senza gli occhiali: «Da lontano non vedo bene».

«Salvo per miracolo» - «Sono salvo grazie ad una signora che abita in fondo al corridoio - racconta ancora un inquilino del sesto piano -. Ho visto il fumo entrare nel mio appartamento e ho subito capito che c'era qualcosa che non andava. Mi son vestito di fretta e furia, ho aperto la porta e un fumo nero mi ha avvolto», prosegue.

Gli attimi a seguire cono concitati. «Mi sono lanciato sul muro e ho percorso il corridoio fino in fondo. A un certo punto non respiravo più. Ho bussato e mi ha aperto la signora. Non so cosa sarebbe successo se non mi avesse aperto», conclude.

Verifiche in corso - Ora sono in corso le necessarie verifiche tecniche e strutturali. In ogni caso, come ci dice Nicola Melchiorre dell’Ufficio tecnico della Città, «il quarto e il quinto piano sono inagibili, si è staccato l‘intonaco». Molti i danni da fuliggine sono stati riscontrati nei vari appartamenti.

L’edificio è degli anni Settanta, si parla quindi di probabile presenza di amianto. Come ci dicono altri esperti, molti palazzi di quell'epoca presentano in effetti particelle della sostanza, ma non in quantità tale da poter rappresentare un pericolo per la popolazione. Un conto è un capannone tutto di amianto che potrebbe effetivamente destare preoccupazione, ma verosimilmente non siamo di fronte a una caso simile.

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Commenti
 
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KilBill65 2 anni fa su tio
Poverini mi spiace tanto!!….Abito nella zona ed ero li....Volevo dare una mano ma ho visto che c'era gia' per fortuna i pompieri e la polizia…..Auguro a loro che possano rientrare al piu' presto nelle loro abitazioni…...
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