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SVIZZERA
14.01.22 - 10:330

Legge Covid: solo no-vax, oppositori alle misure e UDC hanno detto no

È quanto emerge dall'analisi VOX pubblicata oggi dall'istituto demoscopico gfs.bern.

Dall'indagine risulta che tra i no-vax solo l'1% ha votato a favore della proposta, poi approvata dal 62% della popolazione svizzera.

BERNA - L'evoluzione della pandemia ha polarizzati gli animi: alla fine a infilare lo scorso 28 novembre nell'urna un "no" alla legge Covid-19 sono stati unicamente i no-vax, gli oppositori delle misure di prevenzione dal coronavirus e l'UDC. I vaccinati, invece, hanno votato quasi nella misura dell'80% a favore della legge. È quanto emerge dall'analisi VOX pubblicata oggi dall'istituto demoscopico gfs.bern.

Dall'indagine risulta che praticamente nessun gruppo ha votato compatto contro la proposta: né i giovani né i vecchi, né la sinistra né la destra. Il risultato è stato altrettanto chiaro: il 62% ha accolto il testo in votazione.

L'eccezione è rappresentata dai simpatizzanti dell'UDC che, con il 70%, hanno detto "no" in modo ancora più chiaro rispetto alla prima votazione svoltasi in estate (62%). Ad essi si sono aggiunti le persone non vaccinate, gli oppositori alle misure e i cosiddetti Amici della Costituzione. Tra i no-vax solo l'uno percento ha votato a favore della proposta.

Approvata a volte fino all'80% - A parte questi gruppi, tutte le persone con simpatie per altri partiti hanno approvato la legge a grande maggioranza: i sostenitori del PLR con il 74%, quelli del Centro con il 69%, dei Verdi liberali con l'86%, del PS con l'83% e dei Verdi con il 76%. L'indagine rileva che chi afferma di aver fiducia nel Consiglio federale, nella task force e nell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha ampiamente sostenuto l'oggetto in votazione.

Secondo lo studio, anche l'età ha avuto un'influenza sull'approvazione: per esempio, la percentuale a favore tra i 18-29enni è stata solo del 53%, rispetto al 73% tra gli over 70. Le persone più istruite e quelle con un reddito più alto hanno tendenzialmente votato 'sì'.

Le principali ragioni addotte dai favorevoli sono state il sostegno all'attuale politica della Confederazione contro il coronavirus (55%), l'obiettivo di sconfiggere la pandemia (32%) e la solidarietà con gli altri (16%). I vaccinati hanno anche menzionato i benefici del certificato: di conseguenza, il 79% di essi ha votato a favore della legge.

Media tradizionali tuttora importanti - Per informarsi i sostenitori della legge si sono basati sui giornali (89%), sull'opuscolo ufficiale (87%) sulle trasmissioni televisive dedicate alla votazione (81%), mentre - al contrario degli oppositori - hanno fatto meno affidamento su manifesti e cartelloni (51%), sui commenti online (48%) e sui social media (32%).

Anche per i contrari i giornali (81%), il libretto ufficiale (79%), i siti di notizie su internet (71%) e le trasmissioni televisive (68%) hanno costituito le fonti principali. Ma si sono sovente basati anche su "contenuti promozionali o generati dagli utenti" come manifesti di strada (66%), commenti online su portali di notizie (55%), social media (47%) e YouTube (46%).

I principali argomenti contro la legge Covid sono stati il rifiuto fondamentale delle misure (73%) e l'insoddisfazione per la politica contro il coronavirus della Confederazione (29%). Una grande maggioranza di coloro che hanno votato contro (87%) ha anche temuto che l'introduzione del certificato potesse creare una società a due velocità. Solo per il 3% si è trattato di inutile allarmismo e il 2% ritiene che la pandemia sia una farsa.

Effetto pandemia su iniziativa cure - Secondo l'analisi dell'istituto gfs.bern, la discussione sulle misure nella lotta contro la pandemia non solo ha influito sull'affluenza alle urne eccezionalmente alta (65,7%), ma pure sulla chiara accettazione dell'iniziativa "Per cure infermieristiche forti": ha infatti aumentato la consapevolezza della situazione di emergenza i cui si trova il settore sanitario in generale e gli ospedali in particolare.

La solidarietà con il personale infermieristico insieme all'appoggio al progetto di legge da parte del campo rosso-verde e dell'Alleanza del Centro hanno portato alla prima adozione in assoluto di «un'iniziativa di carattere sindacale», rileva l'indagine. Il testo ha ottenuto il 61% di "sì".

Infine, l'iniziativa sulla giustizia non ha avuto alcuna possibilità perché negli elettori è prevalso il timore nei confronti della componente di azzardo prevista nell'elezione dei giudici. Anche se circa la metà dell'elettorato sarebbe stata a favore di giudici indipendenti dai partiti, il metodo del sorteggio non ha convinto: la proposta è stata respinta nella misura del 68,1%.

Per realizzare l'analisi Vox, gfs.bern ha intervistato 3420 persone di tutte e tre le parti del paese su incarico della Cancelleria federale tra il 29 novembre e il 17 dicembre.

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