Keystone
SVIZZERA
22.10.18 - 00:010

Amnesty International si mobilita contro l'autodeterminazione

L'iniziativa UDC è pericolosa perché «indebolisce i diritti fondamentali per tutti i cittadini»

BERNA - L'iniziativa UDC "per l'autodeterminazione" è «un tranello» perché «indebolisce i diritti fondamentali per tutti i cittadini», in particolare quelli delle minoranze. Per questo Amnesty International ha deciso di mobilitare uno sforzo straordinario durante la campagna in vista del voto del 25 novembre: l'associazione sarà attiva sui social, organizzerà stand informativi e dibattiti e invierà un opuscolo a 2,5 milioni di nuclei domestici.

Per Amnesty International (AI) quello del 25 novembre sui "giudici stranieri" è un «voto cruciale per il futuro dei diritti umani», visto che mette in pericolo l'adesione della Svizzera alla Convenzione europea in materia. «La democrazia non è la dittatura della maggioranza. Accettare l'iniziativa renderebbe più facile fare politica a detrimento delle minoranze. Molte di loro potrebbero trovarsi nel mirino», avverte in una nota Manon Schick, direttrice della sezione svizzera.

«Visto il pericolo che questa iniziativa rappresenta, è assolutamente indispensabile mobilitare tutte le nostre forze per convincere la popolazione svizzera a votare No», aggiunge. Amnesty International, pur essendo membro dell'Alleanza della società civile che combatte l'iniziativa UDC, ha quindi deciso di lanciare una propria campagna incentrata sui diritti umani.

L'associazione invierà un volantino informativo a 2,5 milioni di nuclei domestici nella Svizzera tedesca e romanda per spiegare quali sono i reali rischi di questo testo dal titolo accattivante. Oggi a essere presi di mira sono soprattutto gli stranieri, i richiedenti asilo e i musulmani, ma domani la stessa sorte potrebbe toccare a uno di noi, spiega AI. I diritti umani sono iscritti nella Costituzione, ma possono essere sospesi in qualsiasi momento con un'iniziativa popolare. Per garantire protezione alle persone, alle minoranze e allo Stato di diritto sono necessarie quindi altre forme di tutela, come la Convenzione europea dei diritti umani.

Amnesty sarà inoltre molto attiva sui social media e prevede una campagna di affissioni a livello nazionale che toccherà anche la Svizzera italiana. Gli attivisti per i diritti umani continueranno ad organizzare stand di sensibilizzazione e ad organizzare eventi in tutto il paese.

La campagna - spiega la nota - mira a far capire che i diritti umani ci riguardano tutti e tutti noi ne beneficiamo, senza distinzioni. Ci proteggono dagli abusi dello Stato e dalla legge del più forte. Per questo «dobbiamo impegnarci insieme e con tutte le nostre forze a tutelarsi», sopratutto pensando alle generazioni future, afferma Manon Schick.

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