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Il previsto aumento è provocato da motivi di calendario legati alla fine dei periodi di formazione.
SVIZZERA
09.08.19 - 11:010

«La disoccupazione è ai minimi storici e tornerà a salire»

Il direttore della Segreteria di Stato dell'economia commenta i dati diffusi oggi: «Il 2.1% dovrebbe rappresentare il punto più basso. Il tasso nel 2019 non dovrebbe comunque superare il 2.4%»

BERNA - La disoccupazione è attualmente ai minimi e tornerà a salire, ma per motivi puramente di calendario, legati alla fine dei periodi di formazione: lo ha affermato Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), commentando i dati diffusi oggi dai suoi funzionari.

L'attuale aumento dei senza lavoro (in luglio 97'578 persone, 0,4% in più di giugno, ma tasso rimasto fermo al 2,1%) «non è molto pronunciato ed è al di sotto delle nostre aspettative», ha affermato Zürcher in una conferenza telefonica. A sua avviso la ripresa del mercato del lavoro prosegue, ma rallenta un po'.

Il livello più basso della disoccupazione dovrebbe essere raggiunto: ora è attesa una crescita, ma non a causa della congiuntura, bensì per effetto stagionale. Tradizionalmente sino a metà anno l'attività aumenta nella costruzione e nel settore alberghiero e della ristorazione, mentre con la fine dell'estate i numeri dei senza lavoro tornano a salire a causa di coloro che hanno finito la formazione e sono in cerca di impiego.

La SECO si aspetta peraltro un rallentamento congiunturale: quest'anno il prodotto interno lordo dovrebbe salire dell'1,2%, la metà di quanto registrato nel 2018. L'anno scorso la crescita è però stata superiore alla media, sottolinea Zürcher. «Parliamo pertanto di una normalizzazione». La disoccupazione rimarrà bassa: per l'intero 2019 la Segreteria di Stato dell'economia scommette che si attesti al 2,4%.

Secondo Zürcher il fatto che le prospettive sul mercato del lavoro rimangano buone è testimoniato dal dato sui posti vacanti segnalati agli uffici di collocamento, aumentato in luglio del 3% a 38'236. Tuttavia circa due terzi di questi impieghi erano soggetti all'obbligo di segnalazione introdotto un anno fa per professioni con un tasso di disoccupazione di almeno l'8%.

L'esperto sottolinea peraltro che anche se la situazione economica dovesse peggiorare ulteriormente il mercato del lavoro ne risentirebbe solo in una fase avanzata: a causa dei termini di disdetta dei contratti di impiego gli aumenti della disoccupazione vengono rilevati solo con ritardi di uno, due o a volte anche tre trimestri.

Commenti
 
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Tato50 1 anno fa su tio
Sarà inconfutabile, ma quelli che non hanno più diritto a prestazioni o finiscono in assistenza, non sono disoccupati ? Con quelli arriviamo all'8 -10 %
miba 1 anno fa su tio
Roba da denuncia penale. Intenzionalmente affermano cose false e dissimulano cose vere....
cambiamainagota 1 anno fa su tio
@miba perchè? io dato sulla disoccupazione è inconfutabile e su quello che può succedere. Il problema che questo dato non contempla le persone che hanno finito il diritto di percepire la disoccupazione e sono entrati in assistenza. Ma il vero problema non è il tasso della disoccupazione ma la tendenza che è in atto da diversi anni ed è il Dumping salariale (sopratutto nei cantoni di frontiera) perchè io posso anche avere la disoccupazione che scende ma se il motivo è sopratutto dovuto alla creazione di Lavoro a "basso reddito" non serve a niente. Il dato che dovrebbero dare e che è molto importante è l' evoluzione del potere d' acquisto delle persone negli ultimi anni…..allora si che ci sarebbe da piangere
pinkyglasses 1 anno fa su tio
@cambiamainagota Il dumping salariale, aimeh, non è nemmeno più una motivazione principale: le signore Banche assumono a gogo e pagano lauti stipendi anche ai frontalieri... vedasi noto istituto finanziario attivo a Chiasso e finito sui media negli scorsi due anni. Intervenne l'Ispettorato del lavoro (finanziato dalle ns tasse, ovviamente) anche su pressione politica. Risultato? Altre assunzioni eseguite.
87 1 anno fa su tio
@cambiamainagota ...e i CCL servono a poco. È solo un'illusione che non ci sia differenza tra l'assunzione di un residente o un frontaliere per un posto con lo stipendio fissato dal CCL. Il residente avrà un rendimento scarno alla ''tanto qui e' tutto dovuto''; il frontaliere e' disposto a fare straordinari anche non pagati per aggraziarsi il datore di lavoro che lo sta pagando piu' di quanto percepira' in patria. Purtroppo e' una fotografia di quanto vedo sul lavoro ogni giorno (non sono io a dare gli stipendi).
francox 1 anno fa su tio
Barile scaricato, hanno finito tutti le indennità.
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