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SERBIA / SVIZZERA
01.07.20 - 22:160

«Le condizioni negli ospedali sono drammatiche»

Il coronavirus si sta diffondendo rapidamente nella città serba di Novi Pazar.

Stando a diversi lettori che vivono in Svizzera, l'ospedale cittadino è sopraffatto. Secondo l'ambasciatore serbo, la situazione è tesa, ma sotto controllo.

LUGANO - Il coronavirus sta facendo nuovamente tremare la Serbia. Le nuove infezioni viaggiano da giorni con numeri a tre cifre. Solo ieri, il Governo ha segnalato 276 nuovi casi. Ma il sito web "Balkan Insight" accusa le autorità di poca trasparenza.

Tra il 17 e il 20 giugno, almeno 300 persone in Serbia sarebbero state contagiate ogni giorno dal Covid-19. Secondo il portale online, sono morte 632 persone tra il 19 marzo e il 1 giugno, più del doppio di quanto dichiarato ufficialmente. Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha recentemente attribuito diverse nuove infezioni in Svizzera ai viaggiatori provenienti dalla Serbia. Come riferito da numerosi lettori a 20 Minuten, la situazione nel paese balcanico è fuori controllo. In particolare viene citata la città di Novi Pazar, che si trova nel sud-ovest del Paese, e che sarebbe uno dei principali focolai.

Sui social media circolano foto e video di pazienti abbandonati nei corridoi dell'ospedale o addirittura sul pavimento. Circolano anche foto di bacheche piene di necrologi di pazienti morti a causa del virus. L'autenticità di queste immagini non è stata al momento confermata.

«Condizioni disperate» - «C'è il caos. Il numero di infezioni aumenta ogni giorno e le condizioni negli ospedali sono disperate», afferma un solettese che ha parenti a Novi Pazar. Alcuni di questi sono morti la scorsa settimana, proprio a causa del coronavirus, secondo il lettore. «I dottori ci hanno riferito della loro morte solo ore dopo, affermando di aver fatto il possibile con così tanti pazienti e morti». Il caso di un suo conoscente, in questo senso, è emblematico. «All'inizio, non riusciva più a vedere suo padre. I dottori non ricordavano più che era morto».

Ospedale sopraffatto - Anche il lettore MV* (33anni) di Meilen (ZH), lamenta la situazione drammatica di Novi Pazar. «Circa 12 persone muoiono ogni giorno di coronavirus, come ho appreso da mia sorella e alcuni conoscenti», afferma. La città è ora considerata uno degli epicentri del virus in Serbia. «L'ospedale di Belgrado ha mandato via la madre di un amico perché non vogliono più occuparsi dei pazienti di Novi Pazar».

Secondo MV, l'ospedale di Novi Pazar è sopraffatto. «20 medici e 40 infermieri si sono ammalati e hanno dovuto gettare la spugna». Il dato è stato confermato dallo stesso direttore della struttura sanitaria. Il suocero di MV, che si sta attualmente riprendendo dal virus in ospedale, deve fare affidamento sulla moglie perché il personale non è sufficiente. MV, originariamente voleva trascorrere le vacanze estive con la sua famiglia. «Ovviamente non voleremo lì adesso. E in ogni caso il volo che avevamo prenotato per Belgrado è stato cancellato».

Viaggi sconsigliati - AC* (22 anni) di Bochum, in Germania, riferisce le notizie inquietanti ottenute dai suoi cugini, che lavorano come infermieri a Novi Pazar. «Hanno pochissimi mezzi per proteggersi dal virus», spiega. «Mancano maschere e disinfettanti. Alcune infermiere, per questo, evitano di entrare nelle stanze dei malati. Un amico di famiglia è morto in ambulanza, sulla strada per l'ospedale. «Il figlio continuava a chiamare i paramedici sentendosi rispondere che andava tutto bene e che l'uomo stava dormendo. Invece era già morto. Non avevano riempito la sua bombola di ossigeno». AC e tutte le altre persone contattate lanciano un appello nel quale si esorta la gente a evitare di recarsi in Serbia se possibile.

Situazione «tesa, ma sotto controllo» - Secondo Goran Bradić, ambasciatore serbo in Svizzera, la situazione a Novi Pazar, Kragujevac, Užice e Vranje è «tesa, ma sotto controllo». Il Primo Ministro serbo Ana Brnabić e il Ministro della salute Zlatibor Lončar starebbero facendo un quadro della situazione in città. E proprio ieri sarebbero arrivate le nuove forniture di materiale protettivo per il personale ospedaliero.

Per far fronte al virus, inoltre, le autorità avrebbero inviato personale aggiuntivo a Novi Pazar. Secondo Bradić, la Serbia ha la situazione sotto controllo: «Lunedì ci sono stati quattro morti. Non corrisponde al vero il fatto che vi siano numerosi decessi quotidiani». Il paese, intanto, è pronto a prendere ulteriori provvedimenti, qualora le cifre dovessero continuare a salire: «Imporremo più coprifuochi e adotteremo tutte le misure necessarie».

L'appello della comunità serba in Ticino - «Annullate o posticipate il viaggio o le vacanze programmate e trascorrete i giorni liberi in Ticino o in Svizzera, se possibile». Questo l'appello di Vladimir Miletić, rappresentante della Comunità serba in Ticino e direttore del progetto Serbinfo.ch. Che conferma: «In alcune città della Serbia sono state reintrodotte le misure di protezione. A Belgrado è obbligatorio indossare la maschera protettiva in tutti gli spazi chiusi, mentre a Kragujevac, Vranje e Novi Pazar è stato dichiarato di nuovo lo stato d’emergenza».


*Nome noto alla redazione.

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