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VALLESETragedia della Tête Blanche: «Quei 5 chilometri nella bufera con il vento a 100 chilometri orari»

16.03.24 - 15:40
Fredy-Michel Roten, direttore dell'organizzazione cantonale di soccorso del Vallese, descrive la pericolosità del tentativo di salvataggio.
Polizia cantonale del Vallese
Alle 17.19 di sabato, la Centrale Operativa 144 ha ricevuto un ultimo segno di vita dalle sei persone disperse.
Alle 17.19 di sabato, la Centrale Operativa 144 ha ricevuto un ultimo segno di vita dalle sei persone disperse.
Fonte Walliser Boten/20 Minuten
Tragedia della Tête Blanche: «Quei 5 chilometri nella bufera con il vento a 100 chilometri orari»
Fredy-Michel Roten, direttore dell'organizzazione cantonale di soccorso del Vallese, descrive la pericolosità del tentativo di salvataggio.

SION - Sono passati diversi giorni dalla tragedia consumatasi sulla Tête Blanche, ma per chi quelle ore di disperato tentativo di portare in salvo gli scialpinisti le ha vissute da vicino, è ancora difficile non tornare con il pensiero a quei momenti: come ha fatto il direttore dell'Organizzazione cantonale di soccorso del Vallese, Fredy-Michel Roten, che ha affidato oggi (16 marzo) al quotidiano Walliser Boten - come riporta 20 Minuten - alcune istantanee di quei terribili giorni.

Ricordando alcuni momenti dei tentativi di salvataggio che si sono svolti in condizioni di estrema pericolosità e partendo da quell'ultimo contatto delle 17:19 con la ragazza di 28 anni, il cui corpo non è più stato ritrovato. «Era chiaro che c'era una urgente necessità di agire. Qurantuno minuti dopo un elicottero di Air Zermatt con cinque specialisti del soccorso era in arrivo. I soccorritori sono stati scaricati alla Schönbielhütte e si sono diretti a piedi e in cordata verso il luogo in cui si trovavano i dispersi».

Roten descrive quegli attimi, raccontando che «con temperature a due cifre sotto lo zero, i servizi di emergenza hanno iniziato a percorrere i cinque chilometri che portano al luogo dell'incidente. Il vento soffiava a 100 km/h, la visibilità era scarsa e il rischio di valanghe elevato. Hanno dovuto tornare indietro di circa due chilometri in linea d'aria e a 400 metri di altitudine dal luogo dell'incidente: Il rischio di perdere la vita era troppo alto».

Solo la domenica sera i servizi di emergenza hanno potuto riprendere le ricerche. «Due specialisti del soccorso, un medico e un agente della polizia di montagna sono stati fatti scendere a sei chilometri dal luogo dell'incidente. Hanno raggiunto il luogo dell'incidente alle 21.18 e hanno trovato i cinque scalatori. Erano già morti».

In quell'operazione sono intervenuti gli elicotteri di Air-Glaciers, Air Zermatt e Rega: «Era necessario un elicottero per ogni vittima. All'una di notte, poi, i soccorritori sono stati portati in salvo a causa del peggioramento del tempo». Su quelle nevi è rimasto il corpo della 28enne di cui come è noto sono state sospese le ricerche giovedì scorso: le ragioni per cui la donna non è stata ritrovata sono diverse. Anjan Truffer, responsabile del soccorso alpino di Zermatt, ha dichiarato a 20 Minuten: «Il terreno è pieno di crepacci. Potrebbe essere caduta in uno di essi. Ma sono solo ipotesi». Come ipotesi sono quelle relative alla scomparsa del segnale dopo l'ultimo contatto: «O non aveva acceso il suo dispositivo o non aveva la batteria o non indossava più il dispositivo» ha dichiarato sempre a 20 Minuten Truffer.

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