Keystone
SVIZZERA
27.09.21 - 09:170

Teorie del complotto e fake news alimentano il razzismo

Per la Commissione federale contro il razzismo si tratta di piaghe sempre più sotto la luce dei riflettori.

Per colpire il male alla radice, la CFR raccomanda di concentrarsi sull'educazione ai media e sulla cultura digitale.

BERNA - In tempi di crisi, le teorie del complotto e il razzismo vanno di pari passo. È quanto osserva la Commissione federale contro il razzismo (CFR), sottolineando che l'educazione ai nuovi media online e l'alfabetizzazione digitale è essenziale per combattere questa piaga.

Le teorie del complotto e le false notizie trasmettono stereotipi e pregiudizi contro le comunità, alimentando il razzismo. Grazie a internet, questi fenomeni sono passati dalla marginalità alla luce dei riflettori e stanno sollevando paure e domande, analizza la CFR nel nuovo numero della sua rivista, "Tangram", pubblicato oggi.

Lo storico Claus Oberhauser dà due esempi delle teorie del complotto legate al razzismo: i Protocolli dei saggi di Sion, un documento falsificato di sana pianta in Russia dalla polizia dello zar all'inizio del XX secolo per alimentare l'antisemitismo, inventando una «cospirazione ebraica globale». E più recentemente, la teoria della Grande Sostituzione, in voga nei circoli di ultradestra, secondo cui esiste un "piano" delle élite globaliste per "sostituire" le popolazioni europee bianche e di fede cristiana con quelle provenienti da altri continenti, prevalentemente di fede musulmana; in particolare la cultura francese ed europea con l'immigrazione soprattutto dall'Africa e dal Maghreb.

«Le teorie del complotto in voga oggi non cadono dal cielo. È stato necessario un lungo periodo di maturazione prima che diventassero popolari. Diversi fattori contribuiscono a questo, ma le crisi sociali globali giocano un ruolo decisivo», sottolinea lo storico.

Queste teorie o presunti "fatti alternativi" sono ampiamente amplificati dalle reti sociali. «I circoli di cospirazione formano un microcosmo separato, con i propri influencer, canali video, negozi online e festival», spiega in "Tangram" l'esperta della comunicazione digitale Katharina Nocun.

Tale stato di cose preoccupa la presidente della CFR, l'ex consigliera nazionale del PLR e consigliera di Stato Martine Brunschwig Graf di Ginevra. «Questi strumenti menzogneri possono servire da motore ad atteggiamenti e discorsi razzisti e prendere di mira le vittime più esposte», deplora nel suo editoriale.

Per colpire il male alla radice, la CFR raccomanda di concentrarsi sull'educazione ai media e sulla cultura digitale. È anche necessario svolgere un lavoro approfondito per decrittare e smontare le teorie della cospirazione e le fake news.

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