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VAUD
28.08.21 - 12:190
Aggiornamento : 17:23

Troppi casi gravi di Covid-19, il CHUV costretto a trasferire i pazienti in altri cantoni

C'è il rischio di dover rinviare nuovamente le operazioni programmate: «Non abbiamo ancora recuperato gli arretrati»

«Ora che abbiamo il vaccino, non sarebbe accettabile dover fermare o ridurre ancora il nostro programma operativo» ha dichiarato la consigliera di Stato Ruiz.

LOSANNA - A causa dei nuovi ricoveri per il Covid-19, l'Ospedale universitario di Losanna ha dovuto trasferire pazienti in altri cantoni. L'obiettivo è di mantenere un «margine di manovra in termini di letti di terapia intensiva» per le operazioni.

Il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) «non ha più i margini per aumentare il numero di letti di terapia intensiva come nelle fasi precedenti della pandemia», afferma oggi la consigliera di Stato Rebecca Ruiz (PS) in un'intervista a Le Temps.

Aumentare il numero di letti disponibili nelle unità di emergenza significa «attingere ai team che lavorano in sala operatoria» per prendersi cura dei pazienti affetti da Covid-19. È una decisione con «pesanti conseguenze», dichiara la responsabile cantonale della sanità.

Significa rimandare le operazioni programmate, «anche se il nostro cantone non ha ancora recuperato gli arretrati delle ondate precedenti», dice Ruiz. «Una tale misura potrebbe avere conseguenze drammatiche in settori come l'oncologia, per esempio».

Un solo vaccinato su 13 pazienti in cure intense

Su 13 pazienti ricoverati in terapia intensiva al CHUV per il SARS-CoV-2, solo uno era vaccinato. «Ora che abbiamo il vaccino, non sarebbe accettabile dover fermare o ridurre ancora il nostro programma operativo», si rammarica Ruiz.

I 13 pazienti sono «un piccolo numero in termini assoluti, ma rappresentano già più del 30% della nostra capacità di 35 letti», ha dichiarato Jean-Daniel Chiche, capo dell'unità di cure intense per adulti al CHUV, a La Liberté e ai suoi giornali partner. «Il limite per i pazienti Covid è quasi raggiunto».

Riattivata unità di coordinamento

«Ritornare a una situazione in cui dobbiamo rallentare l'attività operativa e 'deconvocare' i pazienti sarebbe una vera catastrofe». L'unità di coordinamento per la Svizzera francese, gestita dal CHUV, è stata riattivata «più di tre settimane fa», nota il responsabile.

«Accogliamo i pazienti che hanno bisogno delle nostre strutture tecniche al CHUV. Ma questo potrebbe non essere sufficiente», poiché le ospedalizzazioni stanno aumentando contemporaneamente in tutta la Svizzera.

Situazione «preoccupante» anche a Ginevra

Nelle precedenti ondate dell'epidemia, «siamo passati da 35 a 76 letti» e i pazienti sono stati trasferiti in ospedali di lingua tedesca, osserva Chiche. «Oggi non abbiamo più queste valvole di sfogo, perché anche le strutture di Berna, Lucerna, San Gallo o Zurigo sono piene».

Anche presso gli ospedali universitari di Ginevra (HUG), «la situazione delle cure intensive è preoccupante», secondo il direttore generale della sanità del cantone di Ginevra, Adrien Bron, citato dalla Tribune de Genève.

Per Bron, «si dovrà di nuovo considerare di rinviare delle operazioni». Secondo il giornale, 17 pazienti vengono attualmente curati per il Covid-19 nell'unità di terapia intensiva, 7 in più dei 10 posti dedicati ai pazienti con il nuovo Coronavirus.
 
 

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