Immobili
Veicoli
Deposit/Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
30.04.21 - 18:000
Aggiornamento : 20:00

«Probabilmente non saremo mai in grado di eliminarla del tutto»

Sono le parole che Karin Keller-Sutter ha espresso in merito alla violenza domestica in Svizzera.

20'000 i casi nel 2020. E 28 le vittime. Ma Confederazione e Cantoni hanno intenzione di unirsi per agire con un approccio interdisciplinare e coordinato.

BERNA - La lotta contro la violenza domestica va intensificata. A tale scopo, la Confederazione e i cantoni hanno firmato oggi una tabella di marcia che stabilisce misure concrete, come l'introduzione di un numero telefonico centrale per le vittime. Una richiesta che era stata avanzata anche in Ticino dal collettivo "Io l’8 ogni giorno". Un numero a tre cifre a cui le donne possano rivolgersi telefonicamente «per parlare e ricevere informazioni e aiuto su come muoversi, anche consigli legali». Un servizio svincolato dalla polizia che si occupa delle emergenze, gestito da personale femminile formato. 

Nonostante l'adozione di diverse leggi e strumenti a livello cantonale e federale, la violenza domestica non è svanita come per incanto. «E, probabilmente, non saremo mai in grado di eliminarla completamente», ha riconosciuto oggi davanti ai media la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter. «Tuttavia, è essenziale che tutti gli attori in campo coordinino gli sforzi».

Da qui l'iniziativa di organizzare un «dialogo strategico» sull'argomento che ha riunito rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e delle organizzazioni della società civile. Da tale incontro è scaturita una tabella di marcia che definisce dieci aree prioritarie di azione.

Pulsante di allarme e una hotline
Una delle misure previste è l'introduzione di un pulsante di allarme per le potenziali vittime, ciò che permetterebbe alle persone in pericolo di chiamare aiuto. Il sistema non è ancora stato implementato in Svizzera, ha detto Fredy Fässler, presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia. Ma ciò non toglie che si potrebbero avviare progetti pilota in tal senso. «Due Cantoni avrebbero già espresso la volontà di fare da apripista», ha spiegato Fässler.

Tuttavia, a suo parere, un sistema simile probabilmente funzionerebbe solo in un'area limitata. «Altrimenti dovremmo allestire una stazione di polizia a ogni angolo di strada per essere in grado di rispondere in tempo», ha spiegato. Per Karin Keller-Sutter, una tale soluzione consentirebbe però alle persone di muoversi più liberamente. Aiuterebbe anche in situazioni di una separazione difficile, dove la violenza può essere reiterata.

Tuttavia, l'uso delle nuove tecnologie da solo non risolverà il problema della violenza domestica, ha ammonito Fässler. «Un approccio interdisciplinare e coordinato è necessario a livello nazionale», ha concordato Sylvie Durrer, direttrice dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donne e uomo.

Sono state prese in considerazione anche altre misure, come l'introduzione di una hotline attiva 24 ore su 24. «Attualmente ci sono soluzioni, ma che variano da cantone a cantone. Non sempre il numero o l'interlocutore da chiamare è lo stesso», ha fatto notare Nathalie Barthoulot, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della socialità.

Anche l'accoglienza delle vittime in rifugi di emergenza deve essere ampliata. «Sono già stati fatti degli sforzi in questo settore. Basilea Città, per esempio, ha più che raddoppiato il numero di posti nei suoi rifugi, da 17 a 40», ha spiegato la Barthoulot. Ma c'è ancora molto lavoro da fare. La metà delle persone che cercano aiuto devono essere reindirizzate verso altre strutture. Questo è dovuto a una serie di fattori, tra cui le difficoltà finanziarie delle vittime nel trovare un proprio alloggio, ha aggiunto.

La prevenzione della violenza, la protezione dei bambini, il monitoraggio degli autori di violenza domestica e la formazione continua figurano anche tra le altre aree prioritarie identificate.

«La tabella di marcia pone le basi per l'attuazione della Convenzione di Istanbul», che la Svizzera ha ratificato nel 2018, ha osservato ancora Sylvie Durrer. Con essa, «le autorità e gli specialisti riaffermano insieme il principio della tolleranza zero della violenza contro le donne e la violenza domestica».

Numeri allarmanti
Nel 2020 sono stati registrati circa 20'000 reati di violenza domestica: 28 le vittime, per la maggior parte donne.  Nel 2019 in Svizzera 14 donne sono state uccise all’interno di una relazione di coppia, una ogni quattro settimane. Tuttavia, le cifre mostrano solo la parte visibile del fenomeno: circa l'80% degli episodi non viene infatti denunciato.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Tato50 1 anno fa su tio
Grazie ;-)))))
il barbiere 1 anno fa su tio
Ben venga questo aiuto al combattere le violenze domestiche. Ma piantiamola nel pensare che siano solo le donne a subirla. Ricordatevi che anche il sesso maschile ne è vittima, forse troppo omertoso nel parlarne. Siamo nel 2021, non continuiamo a vedere la donna come la più debole!
Tato50 1 anno fa su tio
Chi? La Keller - Sutter ? ;-)
aleddgg 1 anno fa su tio
Purtroppo no, l’infelicità non si può eliminare, si può solo ridurre al minimo, lo stesso vale per queste cose... spero solo che se tra i lettori si trova una di queste persone, riesce un giorno a trovare la forza di parlare, e di riprendersi in mano la Propria vita.
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
FRANCIA / SVIZZERA
5 ore
«Complice di crimini contro l'umanità». Socia di Holcim sotto accusa
Avrebbe versato diversi milioni nelle casse dello Stato Islamico e ad altre organizzazioni per un impianto di cemento
SVIZZERA
9 ore
Superata la soglia dei 50'000 profughi ucraini in Svizzera
Continua incessante l'esodo di persone in fuga dalla guerra. La SEM: «401 iscrizioni nelle ultime 24 ore».
SVIZZERA
13 ore
Black-out di guerra: ecco il piano
Interruzioni prolungate dell'elettricità avrebbero «conseguenze devastanti» sulla Svizzera. Il governo vuole prevenirle
SVIZZERA
14 ore
Acquisto F-35, Berna non perde tempo (e non aspetta il voto)
Il Consiglio federale, preoccupato del «deterioramento della situazione in materia di sicurezza», corre ai ripari.
FRIBURGO
16 ore
Certificati Covid: chi li regalava, chi li vendeva, chi se li teneva
Le persone interpellate lavoravano tutte al centro di depistaggio di Granges-Paccot.
SVIZZERA
17 ore
«Sorrisi e stereotipi per spingere gli svizzeri a mangiare carne»
L'associazione ambientalista Greenpeace denuncia «le tattiche pubblicitarie sporche» dell'industria della carne
BASILEA CAMPAGNA
17 ore
Trovato un pollice mozzato
Il dito è stato rinvenuto nel retro di un condominio con annesso ristorante. La sua provenienza è tuttavia ignota.
SVIZZERA
18 ore
«Va migliorata la comunicazione in tempo di crisi»
È una delle raccomandazioni del Consiglio svizzero della scienza che ha analizzato la gestione della pandemia
SVIZZERA
18 ore
Stato sociale? Aiuto allo sviluppo? «No, tocca all'esercito»
Per il consigliere agli Stati Werner Salzmann (UDC) l'esercito ha perso capacità negli ultimi anni.
BERNA
1 gior
Cassis tratta «gli scagnozzi di Putin» con i guanti?
La Svizzera non ha comunicato l'espulsione di alcun diplomatico russo. Ciò non vuol dire che siano ancora tutti qui
Copyright ©2022 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile