Keystone (archivio)
La giovane simpatizzante dell'Isis è tenuta d'occhio dall'MPC.
ZURIGO
17.12.20 - 18:330

«Niente terapia» per la ragazza tornata dalla Siria

Il Tribunale di Zurigo ha conferma la condanna contro la giovane di Winterthur che nel frattempo ha già scontato la pena

Nel 2014, a soli 15 anni, raggiunse lo Stato islamico insieme al fratello di un anno più grande. Entrambi hanno avuto intensi contatti con simpatizzanti del Califfato.

ZURIGO - Il Tribunale cantonale di Zurigo ha confermato la condanna contro una ragazza di Winterthur, che nel 2014 si era recata nel territorio dello Stato islamico (IS) in Siria. Ha però deciso che la donna, che ha già scontato la pena, non deve più sottoporsi alla terapia, a cui si è opposta.

Quando era 15enne la ragazza si recò in Siria con il fratello sedicenne. Durante la permanenza il giovane ha frequentato una scuola coranica e sostenuto la logistica dell'Isis, mentre la sorella si è occupata delle faccende domestiche, ha accudito bambini piccoli e ha insegnato un po' d'inglese. Entrambi - fratello e sorella - hanno avuto intensi contatti con simpatizzanti dell'Isis.

Al processo davanti al Tribunale minorile di Winterthur, nel febbraio del 2019, i due fratelli si sono avvalsi della facoltà di non rispondere a quasi tutte le domande e hanno descritto il loro viaggio in Siria come un innocuo impegno a favore della popolazione. I due sono stati condannati con la condizionale per sostengo all'Isis: la ragazza a 10 mesi di prigione, il fratello a 11. Durante il periodo delle indagini hanno trascorso in carcere rispettivamente 9 e 10 mesi.

La ragazza si è opposta all'obbligo di colloqui terapeutici imposti dalla corte. Aveva già chiesto al Tribunale federale l'immediata interruzione della terapia, ma invano. I giudici di Losanna hanno stabilito che prima toccava al Tribunale cantonale riesaminare il caso.

Quest'ultimo ha accolto la richiesta. La donna ormai non è più minorenne, ha completato con successo una formazione professionale ed è stata integrata nella vita lavorativa. Imporle una terapia non accettata non sarebbe utile. Il Tribunale cantonale ha anche annullato l'obbligo di presentarsi regolarmente alla polizia.

A differenza della sorella, il ragazzo ha accettato il verdetto di prima istanza. A quanto pare, però, non ha rinunciato all'ideologia dell'Isis: il Ministero pubblico della Confederazione ha già avviato un nuovo procedimento penale contro di lui, sempre per violazione del divieto di sostegno allo Stato Islamico.

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