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SVIZZERA
28.06.20 - 09:150
Aggiornamento : 10:44

Grandi aziende svizzere? Mancano le donne

Le donne sono sottorappresentate ai vertici delle principali aziende elvetiche

A livello europeo, la Svizzera è all'ultimo posto

ZURIGO - Malgrado un leggero miglioramento della situazione, le donne continuano a essere sottorappresentate ai vertici delle grandi aziende svizzere. Ai piani alti dei gruppi quotati alla borsa di Zurigo sono pochissime.

Mentre nel 2016 la quota di donne nei consigli di amministrazione delle società incluse nell'indice dei titoli guida SMI era del 21%, quest'anno la percentuale è salita al 28%, secondo uno studio pubblicato oggi dalla società di consulenza e reclutamento Russell Reynolds. L'unico gruppo ad aver affidato la presidenza del cda a una donna è però soltanto Swatch, con Nayla Hayek.

Nell'anno in corso invece, solo l'11,5% delle aziende dello SMI e appena il 7,8% di quelle del listino allargato SMIM contano donne nella loro direzione. Nessuna delle 20 aziende dello SMI è guidata da una donna e solo il produttore di cemento Lafargeholcim ne ha una come direttrice finanziaria, Géraldine Picaud.

Nella classifica delle compagnie più virtuose in questo senso, spicca l'assicuratore Zurich, che presenta una quota del 27% nel comitato direttivo, seguito Credit Suisse (25%), Novartis (23%) e Lafargeholcim (20%). In fondo alla classifica ci sono aziende come Swisscom, Swiss Life, Sika e SGS, che non hanno donne nella loro direzione.

La situazione è solo leggermente migliore se si prendono in considerazione le circa 50 società quotate nell'indice allargato SMIM. Solo il gruppo chimico Ems Chemie ha una donna come CEO, Magdalena Martullo-Blocher, mentre lo specialista di veicoli stradali Bucher ne ha una, Manuela Suter, come direttrice finanziaria, proseguono gli autori dello studio.

Ems-Chemie possiede una quota femminile del 33% nel comitato direttivo, ed è seguita dal gruppo industriale Oerlikon (25%) e da Bucher (22%). Il produttore di valvole sottovuoto VAT, la società immobiliare Swiss Prime Site e il produttore di ascensori e scale mobili Schindler, invece, non ne hanno nemmeno una.

Svizzera in fondo alla classifica - Nonostante il miglioramento complessivo della situazione, la Svizzera è ancora in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Le più virtuose in termini di diversità di genere nel management sono le aziende norvegesi con una quota femminile del 27%, seguite da quelle di Svezia (24%) e Regno Unito (23%).

La Svizzera, con la sua quota dell'11,5% nel comitato direttivo, è in fondo alla classifica, dietro all'Italia (12%) e alla Germania (14%). La Francia ha una quota del 20%.

Comunque, «in Svizzera, la posizione dei quadri dirigenti sta diventando sempre più femminile. Se il tasso di crescita di quest'anno sarà mantenuto, i consigli di amministrazione delle 50 maggiori società avranno una quota femminile del 30% tra circa due anni», ha rilevato Matthias Oberholzer di Russell Reynolds.

Le imprese svizzere dovrebbero quindi poter rispettare rigorosamente la legislazione che, per le società quotate in borsa con almeno 250 dipendenti, prevede quote del 30% di donne nei consigli di amministrazione e del 20% fra i dirigenti.

Commenti
 
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Tato50 3 mesi fa su tio
Prendete quelle fermate a Chiasso ;-)))
Don Quijote 3 mesi fa su tio
Visto che l'andamento dell'economia Svizzera è invidiabile, perché seguire la strategia dei fanalini di coda? A me non piace la discriminazione ma odio l'illogicità delle persone come questa motivazione sterile dell'articolo
Luca Mer 3 mesi fa su fb
E gli omosessuali? E i transessuali? E i neri? E i disabili? E i sieropositivi? E i giornalisti qualunquisti?
roma 3 mesi fa su tio
...fastidi grassi.
Emanuele Ganser 3 mesi fa su fb
Bello sforzo paragonarsi ad alcuni paesi nordici, dove vigono norme che prevedono quote rosa rigidissime, che consentono allo Stato di punire con la dissoluzione le società che non le rispettano. Ma vogliamo questo? Vogliamo obbligare le aziende a porre ai loro vertici donne non all’altezza della loro posizione per essere più “virtuose” in termine di diversità di genere? I quadri delle società devono essere PERSONE qualificate. Non “uomini” o “donne”. Forse le aziende svizzere, ultime in questa classifica del “virtuosismo di genere”, sono ai primi posti di altre classiche ben più prestigiose (quali quelli che portano la Svizzera ai primi posti nel mondo in fatto di innovazione e competitività) proprio perché non (ancora) limitate nelle loro scelte di gestione primarie, quali il capitale umano da posizionare ai loro vertici.
LR4You 3 mesi fa su fb
Emanuele Ganser Putroppo non tutti capiscono. Anche se sono giovanissimo noto che in Svizzera esiste la meritocrazia. Anche per me non esiste uomo o donna. Esiste: capace ed incapace‘
Alexia Di Paolo 3 mesi fa su fb
Emanuele Ganser trovo da una parte giusto il tuo discorso... va avanti chi merita ma... nn credo che in tutta la Svizzera nn ci sia qualche donna all’altezza di certe cariche e magari a ricoprire ruoli di persone che son li perché hanno le giuste conoscenze... del resto si sa che di solito si va avanti per conoscenza!
Emanuele Ganser 3 mesi fa su fb
Alexia Di Paolo questo poco ma sicuro, ma ciò che si dovrebbe spingere è il merito quale unico criterio. Che non tutte le attuali posizioni quadro siano date a persone degne è riprovevole, ma il criterio del sesso è sbagliato tanto quello delle conoscenze! Se già si vuole migliorare il sistema, che si punti nella giusta direzione! Non abbiamo certo bisogno di nuovi criteri insensati per attribuire certe cariche...
Susana Mondaca 3 mesi fa su fb
solo x le conoscenze, parenti e amici..x una persona qui no e in la manga dil patronato NO ce campo x lavorare??? é già non fa el rufiano o la rufiana lecca, lecca!!!!
seo56 3 mesi fa su tio
Ci sarà un motivo!!
LR4You 3 mesi fa su fb
Nel 2020 non do molto valore a queste classifiche. Il mio paese la Schweiz. è un paese che riconosce la meritocrazia❤️🇨🇭
Susana Mondaca 3 mesi fa su fb
🤣🤣👎👎, siii e cuale democrazia?? è valore x noi donne???
LR4You 3 mesi fa su fb
Susana Mondaca l'articolo di Ticinonline si basa sulle grandi aziende. E' sono sicuro al cento per cento che la selezione dei grandi istituti bancari, assicurativi e....non avviene in base al sesso della candidata o del candidato.
Susana Mondaca 3 mesi fa su fb
è quindi, no ce parità, escusa... noi abbiamo bisogno di un lavoro x mantener anque la famiglia ??se ci mandano indesocupazione.. Non ce ponte qui tenga solo muri??😁😁
Susana Mondaca 3 mesi fa su fb
AVANTI SAVOIA 🤩🤩👎👎
Daniela Sofia Battaglia 3 mesi fa su fb
Mancano proprio gli svizzeri a lavorarci 😏
Mark Mark 3 mesi fa su fb
Daniela Sofia Battaglia infatti
Massimiliano Verdaglia 3 mesi fa su fb
Se fosse solo quello il problema 🤣🤣🤣🤣
Susana Mondaca 3 mesi fa su fb
fate ridere,prima li mandano in disoccupazione?? Poi qui mancano "!! fate esquifo grande e 🤘🤘😡😡
Laura Bernasconi 3 mesi fa su fb
E meno male !!!
Franz Moratti 3 mesi fa su fb
Che novità... non abbiamo nemmeno una legge che tuteli le donne che lavorano e desiderano una famiglia
Fa Bio 3 mesi fa su fb
Franz Moratti e se vuoi farlo, preparati a dare via tutto il salario alle krippe o kinderhort, questo è quello che succede nella Svizzera tedesca
Susana Mondaca 3 mesi fa su fb
ha proprio, ragione done, discriminata??? Nisuna tutela e questo è la democrazia...😡😡
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