KEYSTONE
Il Consigliere di Stato ginevrino Poggia ha confermato l'esistenza di un piano per colpire il deposito di idrocarburi di Vernier.
GINEVRA
14.02.20 - 19:260

Attentato di Vernier, Poggia conferma

Il ministro ha ammesso di non sapere come mai i presunti autori abbiano deciso di mandare a monte il piano

GINEVRA - Il consigliere di Stato ginevrino Mauro Poggia ha confermato oggi un progetto di un attentato terroristico avente quale obiettivo il deposito di idrocarburi di Vernier (GE).

I motivi per cui l'attacco non è stato portato a termine rimangono però poco chiari. Il progetto di attentato è stato rivelato da Le Temps. Stando al quotidiano romando, cittadini svizzeri arruolati nel sedicente Stato Islamico (Isis) avrebbero pianificato di far esplodere le cisterne situate nei pressi dell'aeroporto di Ginevra. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), ragguagliato dalle autorità americane, avrebbe trasmesso le informazioni alla polizia ginevrina.

«La circolazione dell'informazione ha giocato un ruolo», ha detto Poggia ai microfoni della radio romanda RTS, alludendo al lavoro della polizia ginevrina che funge da "braccio armato" della Confederazione in materia di lotta al terrorismo. Ma lo stesso consigliere di Stato, che ha di recente rilevato il Dipartimento di polizia e sicurezza dal suo collega Pierre Maudet, all'epoca non era al corrente di questi piani.

«Siamo curiosi di sapere in che modo i presunti autori di questo attacco abbiano rinunciato al progetto», ha aggiunto Poggia. Il giornale non ha infatti fornito spiegazioni dettagliate. Ha precisato soltanto che le sconfitte successive dell'Isis nel 2019 avrebbero contribuito a far naufragare il progetto.

Nessuna conferma né dal SIC né dal MPC - L'attentato sarebbe stato pianificato per il mese di aprile o di maggio del 2019. Stando a Le Temps, non appena è stata allertata, la polizia ginevrina ha preso delle misure per proteggere i siti a rischio. L'autore presunto del fallito attacco sarebbe un Ginevrino attivo in seno alla moschea del Petit-Saconnex. Avrebbe raggiunto l'Isis nel 2015 e sarebbe attualmente detenuto nel Kurdistan siriano.

Interrogato dall'agenzia Keystone-ATS, il SIC ha indicato che non commenta le sue attività operative. Dal canto suo, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non ha voluto confermare tali informazioni né precisare se un'inchiesta sia stata aperta su questo caso particolare. Si è limitato a indicare che l'MPC collabora strettamente con varie autorità federali e cantonali incaricate di lottare contro il terrorismo.

I procedimenti penali condotti dal MPC nell'ambito del terrorismo jihadista si basano soprattutto su sospetti di propaganda o di reclutamento, di finanziamento di tali organizzazioni o su misure per contrastare i viaggiatori della jihad.

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