Keystone
VALLESE
26.09.18 - 06:000

Reperti romani distrutti, dovrà pagare 100mila franchi

Un promotore immobiliare ha avviato l'edificazione di una villa in un'area protetta. Ha ammesso l'errore ma contesta la cifra richiesta

SION - Lo Stato vallesano ha chiesto un risarcimento di 100mila franchi ad un promotore immobiliare responsabile di aver avviato la costruzione di una villa a Châble (frazione del comune di Bagnes), in un’area archeologica protetta, senza aver prima avvisato i servizi cantonali, distruggendo così alcuni reperti romani risalenti a circa 2000 anni fa.

Dal canto suo, l’uomo - come riferisce oggi “Le Nouvelliste” - ha ritenuto però eccessivo tale importo, presentando ricorso. Secondo quanto previsto dalla legge, il promotore avrebbe dovuto annunciare l’inizio dei lavori con almeno due settimane di anticipo per permettere all’archeologo cantonale di predisporre le necessarie misure di sorveglianza, così da poter avviare eventuali scavi in caso di necessità. Questo però non è avvenuto.

«Quando ci siamo resi conto dell’errore abbiamo subito informato le autorità», ha dichiarato l’uomo al quotidiano vallesano, affermando di aver in seguito collaborato attivamente con gli archeologi. Il cantiere nel frattempo è stato bloccato per due mesi per consentire gli scavi.

Promotore ed architetto non contestano il proprio errore, ma ritengono che la somma richiesta sia «esagerata» se rapportata ad un cantiere con un costo preventivato inferiore a 900mila franchi. Una tesi respinta dal Cantone, che ha basato la propria richiesta su una stima del valore scientifico dei reperti distrutti e non sul costo dell’opera in corso.

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