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Valute e FrontiereL’errore di misurazione costa caro ai frontalieri dei comuni delle Alte Groane

12.02.24 - 10:00
CambiaValute.ch
L’errore di misurazione costa caro ai frontalieri dei comuni delle Alte Groane

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La rimisurazione chiesta dal sindaco di Misinto dà ragione ai comuni della Brianza che entrano di diritto nell’elenco dei comuni frontalieri, ma la tassazione prevista è quella per nuovi frontalieri

Misinto, Lazzate, Cogliate, Barlassina, Lentate sul Seveso, Meda, Briosco, Verduggio con Colzano, sono tutti paesi della Brianza che, grazie alla misurazione richiesta dal sindaco di Misinto, sono entrati di diritto nell’elenco dei comuni frontalieri. L’Istituto geografico militare di Firenze, l’organo dello Stato deputato a ufficializzare le misurazioni delle distanze geografiche, ha infatti stabilito che tra il punto più a nord di Misinto e il confine di Pedrinate c’è una distanza pari a 17.088 metri.

Meno dei 20 chilometri massimi validi per rientrare negli accordi fiscali tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei lavoratori frontalieri che risiedono in Italia ma lavorano oltreconfine. In apparenza una buona notizia per tutti i lavoratori che da questi paesi della Provincia di Monza e Brianza ogni giorno si recano in Svizzera e per i comuni stessi, che possono ricevere i ristorni sulle tasse pagate da lavoratori in Svizzera. Se non fosse che i lavoratori frontalieri di questi comuni sono stati inseriti nell’elenco dei “nuovi frontalieri”, soggetti alla doppia tassazione.

La beffa della doppia tassazione per i lavoratori dei comuni di Monza e Brianza

Sembrerebbe aver avuto ragione il sindaco di Lazzate, Andrea Monti, che nonostante l’ufficializzazione delle misurazioni ha atteso qualche giorno prima di stappare lo spumante e festeggiare l’avvenimento. Non ci è voluto molto per accorgersi che il trattamento fiscale riservato ai lavoratori del suo comune e di quelli di Monza e Brianza, appena riconosciuti come frontalieri, non era quello sperato.

In un documento diffuso dal Dipartimento delle finanze e dell’economia, Divisione delle contribuzioni del Canton Ticino, si legge chiaramente che i cittadini di questi comuni non saranno soggetti allo stesso trattamento fiscale dei cittadini residenti nei comuni del vecchio elenco frontalieri, bensì saranno assoggettati al regime previsto per i nuovi frontalieri, tutti coloro che sono diventati frontalieri dopo il 17 luglio 2023.

L’accordo prevede a partire dal 1°gennaio 2024 la trattenuta da parte della Svizzera dell’80% delle imposte sul lavoro alla fonte, e il pagamento in Italia dell’IRPEF con la detrazione di quanto già pagato in Svizzera. Una doppia tassazione che va a svantaggio di questi lavoratori e che è una vera e propria beffa: questi comuni entrano nell’elenco dei frontalieri solo adesso a causa di un vecchio errore di misurazione pur essendo sempre stati nei limiti dei 20 chilometri richiesti dalla normatica. A farlo notare senza mezzi termini è stato il sindaco di Lazzate che ha dichiarato:

“Continuiamo a rivendicare la nostra posizione, forti anche dei contenuti del nuovo accordo Italia-Svizzera che protegge i vecchi lavoratori con un periodo transitorio (art. 9 comma 1) e scrive chiaramente che sono tutti quelli ricompresi nella fascia di 20 chilometri (Art. 2 comma b). Lazzate lo era prima e lo è adesso, non sono mai cambiati i nostri confini e mi risulta che la crosta terrestre non abbia subito spostamenti così importanti. Abbiamo avuto modo di confrontarci sia con il governo che con alcuni parlamentari, ora lavoreremo per fare definitiva chiarezza sul punto, anche grazie a Regione Lombardia”.


Il comune di Lazzate si muove con una interrogazione in Senato

Il primo a muoversi per far valere i diritti dei cittadini dei comuni della Provincia di Monza e Brianza è stato proprio il sindaco di Lazzate, che ha fatto sì che venisse presentata un’interrogazione al Senato in merito alla questione.

Un’interrogazione che ripercorre le fasi della vicenda partendo da quanto citato nell’articolo 9 del nuovo accordo tra Confederazione Svizzera e Repubblica Italiana firmato il 23 dicembre 2020 che recita: “I salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe ricevute dai lavoratori frontalieri residenti in Italia che alla data di entrata in vigore svolgono, oppure che tra il 31 dicembre 2018 e la data dell’entrata in vigore hanno svolto, un’attività di lavoro dipendente nell’area di frontiera in Svizzera per un datore di lavoro ivi residente, una stabile organizzazione o una base fissa svizzere, restano imponibili soltanto in Svizzera”.

L’interrogazione prosegue quindi facendo riferimento all’aggiornamento dell’elenco dei comuni frontalieri e richiedendo al ministro se sia al corrente dei fatti e se sia sua intenzione intraprendere iniziative di sua competenza per risolvere la questione. Il sindaco di Lazzate auspica un intervento celere da parte del ministro dell’Economia e delle Finanze che eviti lunghi contenziosi e ponga rimedio a una situazione penalizzante per i lavoratori che di diritto dovrebbero godere del regime transitorio come i lavoratori dei comuni del vecchio elenco.


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Questo articolo è stato realizzato da CambiaValute.ch, non fa parte del contenuto redazionale.
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