PROVA SU STRADA
15.05.14 - 06:000

Opel Insignia OPC – Più forte, sempre più forte

Trecentoventicinque cavalli su una famigliare al giorno d’oggi non sembrano nemmeno tanti. Però nemmeno 60'000 franchi non sembrano tanti per una famigliare sportiva. Scopriamo come va la Opel più potente di sempre.

Sappiate che qualsiasi famigliare sportiveggiante, qualunque essa sia, sarà sempre frutto di un compromesso. Indipendentemente da chi la costruisca e da quanto possa essere ipervitaminizzata. Sono automobili che nascono per poterci fare (quasi) di tutto e tutti devono riuscire (più o meno) a sfruttarle, di conseguenza saranno: equilibrate. Anche la Opel Insignia OPC Sports Tourer (Sports Tourer è il modo in cui chiamano le loro giardinette) è una famigliare sportiva equilibrata. Molto equilibrata. La guidi per andare da Lugano a Zurigo, da Milano a Roma, da Monaco ad Amburgo e ritorno: comodo, con un assetto fantastico che ti chiedi coma faccia ad assorbire così bene gli avvallamenti e non farti sentire i buchi e le giunzioni autostradali nonostante gli imponenti cerchi da 20 pollici con pneumatici ribassati (255/35). Cerchio in lega che unitamente alla caratterizzazione estetica della OPC sottolinea nell’aspetto la pesantezza dell’auto, perché a vederla non si può certo dire che non sembri massiccia, solida, tutt’altro che un peso leggero.

I quali sono tuttavia termini spesso associati a robustezza e affidabilità, due aspetti che si rispecchiano nell’aplomb con cui è stato realizzato l’abitacolo e dall’ambiente molto serio e pettinato che si respira una volta chiusa la porta. Il recente aggiornamento di metà carriera ha d’altro canto migliorato l’ergonomia e facilitato – almeno al primo colpo d’occhio – l’utilizzo dei comandi interni, ma d’altro canto la “piazza pulita” di quell’enormità di tasti che affollava la plancia, la quale sebbene spaesasse più di qualcuno nel primo approccio, rappresentava altresì un segno distintivo, un aspetto del carattere degli abitacoli Opel che ora non c’è più. Al suo posto è arrivato un nuovissimo e inedito infotainment di cui abbiamo scritto qualche giorno fa e, specifico per la versione OPC, dei nuovi indicatori nello schermo da 8 pollici inserito nella strumentazione ai cui lati figurano un indicatore della temperatura dell’olio motore e del voltaggio della batteria, mentre al centro dello stesso si può richiamare una rappresentazione grafica della parzializzazione dell’acceleratore e del pedale del freno (cioè quanto li si è premuti, in percentuale) nonché un indicatore della potenza istantanea utilizzata e delle forze g sviluppate. Tutte cose che attizzano i Nerd che ma che alla fine, quando guidi, non trovi nemmeno il tempo di guardare visto che, appunto, stai guidando.

In questo frangente, per quanto Opel non venga all’istante accostata a qualcosa di appassionante nonostante stiano facendo di tutto per riuscirci, ti ritrovi trascinato in una di quelle esperienza di guida che puoi tranquillamente definire: coinvolgenti. Non a tutti, però, la Insignia OPC farà immediatamente quest’impressione. Guidata ai ritmi semplicemente allegri, quelli cioè che ci si può permettere (ma non sempre) su una strada evitando di mettersi e mettere in pericolo e/o vedersi ritirata la patente, appare goffa, priva di vigore, afflitta dalle sue 2 tonnellate di peso. Che certo non sono poche, ma: più veloce vai, meglio riesce ad esprimersi. Ha bisogno quindi di essere lanciata a ritmi intensi per lasciarsi alle spalle quell’inerzia e quel sottosterzo che saltano fuori quando non la si guida con la dovuta determinazione. A sorprendere sono quindi aspetti come la trazione integrale, che grazie ad una viscofrizione di tipo Haldex capace di inoltrare dallo 0 al 100 % della potenza ai due assali e di ripartirla poi nelle stesse proporzioni tra le singole ruote posteriori tramite un differenziale posteriore autobloccante, può capitare di stamparsi un gran bel sorriso quando su una strada umida è il posteriore a voler uscire per primo o di lasciarsi andare ad una smorfia di approvazione quando sull’asciutto non si intravvede nemmeno l’ombra del sottosterzo. O anche di un assetto piatto che non solo non saltella ma che digerisce pure tutti i cambi di direzione che volgiamo con un’affidabilità. Anche il V6 con doppio turbo, capace di mettere sul piatto 325 cavalli, pur essendo rotondo nell’erogazione non nasconde di amare gli alti regimi sia per quanto riguarda la ricerca della potenza assoluta che della coppia. Tutto ciò che c’è in quest’auto sembra nato per essere sfruttato non al 60, non al 70 e nemmeno all‘80%: per far le cose bene devi svegliarla e andare oltre, almeno al 90%. Il che è qualificante: in senso negativo perché sarebbero relativamente pochi quelli che riuscirebbero ad apprezzare le caratteristiche peculiari di questa famigliare vitaminizzata, in senso positivo perché dove il gioco si fa duro e molti smettono di giocare, lei riesce a dare il meglio di se.

Questo è forse merito dell’assale posteriore che in occasione del citato aggiornamento è stato rivisto – al pari della altre Insignia – nel 60% dei componenti come pure dei nuovi software che gestiscono l’ESP e l’assetto adattivo FlexRide. O forse è solo la OPC ad essere una buona auto in cui l’unica cosa a guastare è il desiderio di un maggiore contatto che si vorrebbe avere, tramite i polpastrelli delle mani, con il manto asfaltato. Un consiglio per l’acquisto infine ci sentiamo di darvelo: state alla larga dal cambio automatico poiché ne soffoca il potenziale non essendo più al passo coi tempi e colpevole di avere un terzo rapporto troppo lungo, oltre che di peggiorare le prestazioni. E dei consumi, vogliamo parlarne? Meglio tralasciare, perché senza far troppa fatica dalle camere di combustione passano almeno 12 litri ogni 100 chilometri. Se optate per il cambio manuale e avete un portafoglio con cui il rifornimento di benzina non risulta un problema, allora prego: dimenticare pure quest’ultimo paragravo. Perché il rapporto qualità/prezzo/prestazioni della Insignia è davvero intrigante. E oltretutto, come abbiamo visto, di qualità ve ne sono non poche.

 

SCHEDA TECNICA

Modello Opel Insignia SportsTourer
Versione OPC
Motore 6 cilindri a V, benzina, doppio turbo
Cilindrata 2'792 cc
Potenza 325 cv @ 5'250 giri/min.
Coppia 435 Nm @ 5'250 giri/min.
Trasmissione Cambio automatico a 6 rapporti, trazione integrale
Massa a vuoto 1'953 kg
Accelerazione 0-100 km/h 6,6 secondi
Velocità massima 250 km/h
Consumo medio 11 L/100 km (dichiarato)
Prezzo 62'850 CHF
Prezzo esemplare provato 73'700 CHF
   
Ci piace Comportamento al limite, rapporto qualità/prezzo
Non ci piace Ci vorrebbero meno "filtri" con la strada

 

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