PRIME IMPRESSIONI
05.02.18 - 06:000

Porsche Cayenne, il grande ritorno

La pioniera tra i SUV sportivi è cresciuta dove serviva: eleganza e versatilità in primo luogo, ma anche nella qualità di guida. E per godersela appieno non serve necessariamente la più potente Turbo.

Sembra la “solita” Cayenne, ma si avverte qualcosa di nuovo e diverso: è vero o solo un’impressione?
Sì è proprio vero, occhi e sensazione non ingannano: la terza generazione della Cayenne mostra in effetti forme più pulite e slanciate con proporzioni differenti, più eleganti ed armoniche; un po’ come è accaduto per l’ultima generazione della Panamera. Alla rinnovata immagine della SUV di punta di Porsche, inoltre, contribuiscono le proporzioni differenti rispetto al modello precedente, dato che ora la vettura risulta allungata di 6 cm per arrivare a toccare quota 4,92 metri, ma anche ribassata (1 cm) e soprattutto allargata fino a sfiorare i due metri, specchi esclusi: misura davvero rilevante. Il tutto è reso possibile dalla riprogettazione dell’auto, che impiega il pianale condiviso con le altre SUV ammiraglie del Gruppo Volkswagen (Audi Q7, Bentley Bentayga); il peso scende inoltre di circa 65 kg.

La Cayenne è da sempre sinonimo di SUV ultrasportivo. È ancora così?
Non proprio. Nel senso che in questo caso il modello si evolve in effetti verso il comfort e verso la versatilità, pur non trascurando assolutamente le qualità più dinamiche, anzi anch’esse accresciute. Dipende chiaramente molto dall’allestimento: per ottenere un esemplare realmente polivalente serve includere nella dotazione i vari equipaggiamenti tecnici che fanno la differenza. Tra questi, nell’esemplare a disposizione per il primo contatto su strada, figurano in particolare le sospensioni pneumatiche regolabili, le barre antirollio attive (PDCC) e le ruote posteriori sterzanti. Con questo “arsenale” a bordo, la Cayenne si corica davvero pochissimo in curva, facendo quasi scomparire la sensazione del peso comunque elevato e del baricentro alto: tanto che sembra quasi irreale poter viaggiare potenzialmente a ritmi elevati, tra le curve, accomodati e ben rialzati al volante. Al tempo stesso nella modalità “Comfort” il molleggio pneumatico ammortizza ogni genere di asperità della strada ed amplifica la sensazione di viaggiare perfettamente isolati dal terreno; insieme all’eccellente silenziosità, ci si sente insomma particolarmente isolati dal mondo esterno.

La Turbo è sempre la più esaltante da guidare?
Sì e no; in realtà il motore che più impressiona – tra i tre a benzina per ora disponibili – è proprio quello intermedio: il V6 biturbo di 2.9 litri da 440 cv della “S” (da 121'700 CHF). Il V8 da 550 cv della Turbo, naturalmente, permette la massima accelerazione (0-100 km/h in 3,9 sec.), ma la sua erogazione è più corta ed il rombo sempre un po’ rauco; il V6, invece, spicca per la capacità di allungo fino a ben 6800 giri, combinata ad una sonorità metallica piena e molto più coinvolgente. Impiegando comunque solo 4,9 secondi per traguardare da fermo i 100 chilometri orari: si viaggia forte quasi nella stessa misura, ma con più carattere. Eccellenti pure cambio automatico e trazione integrale permanente, che privilegia la spinta posteriore per agevolare l’agilità di uscita dalle curve e garantire il carattere più sportivo all’auto; la frenata è come sempre eccezionale, mentre lo sterzo è diretto, precisissimo, sensibile il giusto. Un piacere autentico, ideale per disegnare traiettorie al millimetro. Infine il fuoristrada: pur mancando le marce ridotte, la SUV Porsche se la cava egregiamente anche su fondi di media difficoltà, specie se dotata di sospensioni ad aria con altezza da terra regolabile: 16,2 cm ad alta velocità, 19 cm nell’uso standard, 24,5 cm in off-road.

L’abitacolo è all’altezza delle evoluzioni tecniche e meccaniche?
Senza dubbio: l’interno offre un’accoglienza regale. La posizione di guida è alta e imponente, la plancia è razionale ma coinvolge attraverso gli evidenti richiami alla sportività e alla tradizione del marchio. Inclusi il volante a tre razze stile “Gran Turismo”, nonché il cruscotto con contagiri centrale contornato da due display multifunzione. Al centro, poi, spicca l’impianto multimediale con scenografico schermo “touch” orizzontale da ben 12,3”, inclusivo di tutte le interfacce, mentre il tunnel centrale nero lucido offre comandi a sfioramento. Altrettanto rimarchevole lo spazio posteriore, con divano oltretutto scorrevole longitudinalmente (16 cm) e schienale frazionato in tre elementi; il bagagliaio è rifinito con pari cura ed offre una notevole capienza (770/1710 litri).

 

 

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