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TEST DRIVE
11.10.16 - 14:450

Audi R8 V10 Plus – Stallone addomesticato

Incredibilmente veloce ma allo stesso tempo facile da guidare. Un aspetto che, per una Supercar, può essere contemporaneamente croce e delizia.

Quando ci si confronta con delle automobili come la supercar della casa dei quattro anelli è inevitabile che in testa continui a rimbalzare la cifra dei cavalli che si dovranno tenere a bada tra una curva e l'altra. E per chi non ha grande esperienza di guida con vetture di questo calibro la paura di “farla grossa” è ancora più viva, soprattutto dopo aver notato alcuni dei suoi (costosi) dettagli corsaioli. Ad esempio, i gusci degli specchietti, i convogliatori d'aria per il motore, l'ala ed il diffusore posteriore sono tutti in CFRP (plastica rinforzata al carbonio), un materiale rigido e leggero anche utilizzato insieme all'alluminio per creare il telaio - denominato Audi Space Frame - dal peso di appena 200 kg ma con una rigidità torsionale incrementata del 40% rispetto alla generazione precedente. I dischi freno carboceramici forati, di serie sulla “Plus”, sono talmente grandi da riempire quasi totalmente lo spazio concesso dai cerchi da 19 pollici. Altrettanto utili sono i fari a LED a 37 diodi che, insieme ai fari di profondità laser spot, illuminano a 600 metri di distanza: se qualcuno crede che sia esagerato è bene ricordare che a 330 km/h, ovvero la sua velocità massima, si percorrono oltre 90 metri al secondo!

Attraverso il vetro del vano motore, immerso nella copertura in carbonio, si intravvede il cuore pulsante della R8: un V10 da 5,2 litri posizionato centralmente e dotato di lubrificazione a carter secco, lo stesso che spinge la Lamborghini Huracan. Difficile stabilire se la sua caratteristica più impressionante sia l'urlo o la spinta. L’erogazione del 5,2 litri FSI è tipica di un motore senza sovralimentazione: la coppia cresce gradualmente al salire dei giri, non c'è il “calcio nella schiena” ai giri medi ma oltrepassati i 6000 giri sfocia in un'arroganza prestazionale che catapulta verso la zona rossa del contagiri a caccia di tutti i 610 cavalli. Di pari passo cresce la sinfonia acustica, che da un suono cupo e profondo ad andature tranquille evolve in tonalità più metalliche, possenti, acute e intimidatorie al crescere del regime. Obbligatorio, a questo punto, acquistare lo scarico sportivo per amplificare il tutto. Si ha quindi l'irresistibile pulsione di cercare il culmine, quegli 8’900 giri al minuti in cui è posizionato il limitatore, in prossimità del quale risiede il massimo appagamento dei sensi.

E il timore reverenziale nei confronti della potenza? In realtà bastano pochi chilometri per farti mettere a tuo agio dalla tecnologia della R8: a innestare un rapporto dopo l'altro ci pensa il cambio S Tronic a 7 rapporti (o il conducente coi paddles) permettendo di tenere le mani sempre sul volante dove c'è tutto il necessario “a portata di dito”, senza bisogno di togliere gli occhi dalla strada o dal Virtual Cockpit incaricato di mostrare le folli velocità che è possibile raggiungere. La trazione integrale quattro poi, capace di ripartire la coppia da 100% al retrotreno a 100% all’avantreno, è un aiuto preziosissimo per scaricare al suolo tutta la cavalleria con massima efficacia. Efficacia che sembra proprio essere la parola d’ordine stessa della R8, grazie anche a un bilanciamento molto neutro che la rende molto facile da guidare anche per chi non mastica regolarmente cordoli e Magigas. Può ovviamente capitare che in qualche curva stretta possa emergere un filo do sottosterzo o che nei trasferimenti di carico più tosti sia il posteriore ad allargare un pochino la traiettoria, ma il modo in cui perde aderenza (quando la perde…) è progressivo e prevedibilissimo. Ci si ritrova quindi a guidare sfiorando il limite, staccando all'ultimo metro, uscendo dai tornanti anche in prima o seconda con l’acceleratore a fondo e a non alzarlo nemmeno nelle curva da quarta piena.

Ed è proprio questa facilità ad essere contemporaneamente le due facce della stessa medaglia: una supercar non perde del fascino se non è almeno un po' selvaggia? Probabilmente si, ma è altrettanto innegabile che poter sfruttare a dovere l’intero (elevatissimo potenziale) di una supercar senza doversi chiamare Marcel Fässler è altrettanto piacevole. Specie se consideriamo che, escluso lo spazio per i bagagli davvero ristretto ed il consumo proporzionato alle prestazioni, una R8 non è nemmeno così impegnativa nell’uso quotidiano.

 

SCHEDA TECNICA

Modello, versione Audi R8 V10 Plus 5.2 FSI quattro
Motore 10 cilindri a V, 5,2 litri, benzina, aspirato, 610 cv, 560 Nm
Trasmissione Cambio doppia frizione a 7 rapporti, trazione integrale
Massa a vuoto 1'630 kg
Accelerazione 0-100 km/h 3,2 secondi
Velocità massima 330 km/h
Consumo medio 12,3 L/100 km (dichiarato)
Prezzo 239'000 CHF

 

 

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