PRIME IMPRESSIONI
25.04.16 - 11:370

Jaguar XF – Equilibrio perfetto

Ora è definitivo: tiene testa senza problemi ai più nobili marchi tedeschi. Ma forse non è nemmeno questo l’aspetto più interessante.

La Jaguar XF può essere descritta in maniera molto sintetica poiché riassume i motivi per i quali il marchio Jaguar può ora considerarsi, sul piano dei contenuti, allo stesso livello delle rivali tedesche che ha sempre rincorso. In qualsiasi ambito la si voglia analizzare, la nuova XF non sfigura mai. Ed è una buona notizia perché da diverso tempo l’identità del marchio inglese sta (ri)nascendo ed è sempre andato nella direzione giusta. Audace senza essere aggressiva, moderna ma mai pacchiana, elegante e non banale. E continua imperterrite ad andare in quella direzione.

Prendiamo per esempio la Jaguar XF. Ben l’83% dei suoi componenti sono completamente nuovi rispetto al modello precedente, sebbene la sua antenata fosse già un prodotto assolutamente valido. Complessivamente si è riusciti a ridurre la massa di circa 190 kg con tutti i vantaggi che questo comporta. La guardi e vedi oggettivamente una bella automobile, una vera quattro porte prestigiosa che racchiude tutta l’identità stilistica del marchio capace sempre di esercitare un forte fascino. Solo l’abitacolo affianca soluzioni stilistiche o d’arredo piuttosto impersonali a fianco di tratti caratteristici ereditati da altri modelli o da generazioni precedenti e soprattutto ad aggiornamenti tecnologici e multimediali da prima della classe, tra cui uno schermo ad 10,2 pollici per l’infotainment e uno da 12,3 per la strumentazione digitale. Tutto molto bello e ben risuscito, ma se in passato potevi riconoscere l’abitacolo di una Jaguar a occhi chiusi oggi devi osservarlo un po’ più attentamente. Gli effetti, questi, di un marchio che cerca di raccogliere ampi consensi e che quindi deve piacere ad uno spettro molto ampio di persone. E che, osservando le cifre di crescita, ci riesce.

Iniziamo dalle cose importanti: oggigiorno è difficile trovare un compromesso migliore capace di unire così amabilmente comodità e dinamicità. Il cuore di tutto ciò sono le sospensioni adattive le quali sono in grado di dare forma ad un quadro dinamico interessante che per versatilità d’impiego tiene testa anche alla migliore produzione teutonica: basti pensare che nella modalità dinamica assorbe con grazie tutte le asperità del manto stradale senza mollare mai la presa nei curvoni veloci. Ma quindi, qual è il miglior motore per la XF? In realtà già con il tranquillo 2 litri turbodiesel “Ingenium” da 180 cavalli puoi procedere con un filo di gas a basso regime, in tutto relax, apprezzando già nella guida poco impegnata la ripartizione delle masse simmetrica tra i due assi e uno schema sospensioni che combina l’avantreno della F-Type al raffinato retrotreno Multilink della XE. Ma se volessimo mettere veramente d’accordo sia la nostra metà razionale che quella passionale dovremmo optare per il 3 litri V6, sempre turbodiesel, che con 300 cavalli e 700 Newtonmetri di coppia non lascia desideri aperti sul piano prestazionale. E che dire della versione “S” spinta da un 3 litri V6 a benzina rinvigorito con il compressore volumetrico? L’abbiamo provata effettuando qualche giro di pista tra i cordoli del circuito Los Arcos (Navarra) ricevendo conferma delle eccellenti qualità dinamiche della XF. Solo che i 380 cavalli, pur essendo gustosi, lo sono in misura minore rispetto alla sorelle minore XE che invece ha un timbro allo scarico meno ovattato. Quindi, se benzina dev’essere, cresce la nostra curiosità nei confronti di una futura versione “R”. Ma per quella c’è ancora tempo…

Ritornando al presente, la Jaguar XF è disponibile a prezzi peraltro molto competitivi, i quali partono da 49'100 franchi per la motorizzazione base, la quale secondo i valori omologati consuma appena 4 litri ogni 100 km.

 

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