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TESTDRIVE
17.06.15 - 19:200
Aggiornamento : 10.01.18 - 10:20

Jeep Cherokee – Rivoluzione italo-americana

Una delle colonne portanti del marchio è stata completamente rinnovata. In bene, come vedremo. Ma dipende dal punto di vista...

È stata rifatta tutta, dalla testa ai piedi, sia dentro che fuori, senza dimenticare motori e trasmissioni. Con la vecchia Cherokee quella attuale non ha davvero più nulla in comune. Forse solo il marchio. E le sette feritoie sul frontale, tratto distintivo di qualsiasi Jeep. Una rottura voluta per lanciare un segnale, per buttarsi nella mischia, competitiva, totalmente diversa rispetto al passato. Che può essere sicuramente una buona idea per farsi notare, ma che nel caso di un marchio come questo avrebbe potuto essere applicato con un minimo di prudenza in più: il rischio di snaturarsi è dietro l’angolo. Dietro all’aspetto curioso, di primo acchito riuscireste a dire che si tratta di una Jeep? Più no che si. Appunto.

La personalità non le manca di certo, e nemmeno il fascino del marchio. Nell’abitacolo questo passo “rivoluzionario” è riuscito decisamente meglio. Qua e la si nota ancora lo stampo americano ma il passo avanti è davvero notevole, tanto da non essere meno curata rispetto una concorrente asiatica qualsiasi. È in ogni caso più europea di qualsiasi Jeep venuta prima di lei. Quel giusto compromesso di materiali curati ma non lussuosi, di contenuti tecnologici avanzati ma facili da utilizzare come l’infotainment “Uconnect” da 8,4 pollici, di soluzioni che badano al sodo ma realizzate con una certa cura. Lo spazio poi è davvero ben sfruttabile grazie ai sedili posteriori scorrevoli di 15 centimetri (anche singolarmente), al sedile del passeggero anteriore ribaltabile per trasportare oggetti lunghi e in generale all’ampio bagagliaio. Unica nota dolente: i parecchi comandi al volante (22) e il relativo menu incorporato nella strumentazione richiedono un minimo di apprendistato. In fase di manovra è inoltre necessario essere assistiti da telecamere e sensori data la visibilità non proprio eccelsa.

Una prova a cui qualsiasi Jeep non può sottrarsi è quella in fuoristrada. Sebbene la nuova Cherokee sia (sacrilegio!) offerta anche con trazione anteriore, il nostro esemplare è dotato della trazione integrale intermedia (Active Drive II), sufficiente per arrampicarsi un po’ ovunque senza imbarazzi e anche con forti pendenze grazie alle quattro modalità di guida (Auto, Snow, Sport, Sand/Mud), il bloccaggio della frizione e la riduzione dei rapporti, senza essere tuttavia specialistica quanto una Trailhawk la quale aggiunge una modalità aggiuntiva (Rock) e il bloccaggio del differenziale posteriore. Difficile, anche con la nostra versione, trovare di meglio tra le sue concorrenti. Anzi: è praticamente impossibile.

Per essere una Jeep si è inoltre fatto un grande passo avanti nella dinamica, tangibile effetto del matrimonio con FIAT, che pur non essendo spiccatamente sportiva quanto una BMW X3 presenta un notevole progresso nella reattività dello sterzo e nell’impostazione di guida generale, la quale comunque è votata principalmente alla comodità. Comodità che risente, specie alle velocità più elevate, della sensibilità delle sospensioni posteriori. La silenziosità è invece sempre di buon livello, così come l’agevole posizione di guida che non stanca. Nel vano motore i vetusti propulsori della VM di Cento hanno lasciato il posto a più moderni ed efficienti 2 litri Multijet II di origine FIAT – 170 cv e 350 Nm l’esemplare in prova. Un motore che, sebbene abbinato ad un cambio automatico a nove rapporti e avvantaggiato dai circa 150 kg risparmiati in confronto alla generazione precedente, ha offert prestazioni (accelerazione e, in particolare, ripresa) inferiori e consumi (9 L/100 km la media effettiva) superiori alle aspettative. Si tratta sempre di un passo avanti rispetto al passato, tuttavia non così meritevole di lode come auspicato.

Bisogna quindi decidere se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, oltre che dare il proprio peso alla storia del marchio in fase di acquisto. Nonostante una dotazione assai ricca anche in termini di sicurezza attiva, il prezzo è decisamente elevato ed entra pericolosamente nel segmento dei SUV premium. Un’esemplare come il nostro si muove sull’orlo dei 60'000 franchi. Un mossa coraggiosa. Oppure rischiosa. Tutto dipende dalla prospettiva…

 

SCHEDA TECNICA

Modello, versione Jeep Cherokee, Limited
Motore 4 cilindri turbodiesel, 2 litri, 170 cv, 350 Nm
Trasmissione Cambio automatico a 9 rapporti, trazione integrale
Massa a vuoto 1'953 kg
0-100 km/h 10,3 secondi
Velocità massima 192 km/h
Prezzo 59'500 CHF

 

 

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