lettore 20 Minutes
SVIZZERA
20.11.12 - 18:360
Aggiornamento : 22.11.14 - 15:06

Vermi nel pesce, spuntano nuovi casi

Dopo la disavventura della lettrice vallesana le testimonianze si moltiplicano. La risposta del distributore: "Ci scusiamo, ma non vi è pericolo alcuno per la salute del consumatore"

CONTHEY - Ieri avevamo riportato la disavventura di una lettrice vallesana con del salmone fresco. Acquistato per consumarlo crudo, aveva trovato nel pesce, dopo averlo assaggiato, dei vermi vivi. A seguito della pubblicazione di questa spiacevole avventura, tre lettori, provenienti da varie parti della Svizzera occidentale, hanno voluto aggiungere le loro testimonianze, raccontando storie molto simili.

La prima di queste riguarda una madre di Granges-Paccot (FR) che il 19 agosto scorso aveva comprato del salmone per preparare il sushi. "Alla fine della preparazione, ho avuto il "piacere" di constatare che nel pezzo di salmone utilizzato c'erano dei vermi - spiega -. Ahimè, i miei bambini lo avevano già assaggiato"

"Ho trovato lo stesso verme nel pesce comprato lo scorso luglio a Collombey (VS)," racconta un altro lettore. "In quanto biologo, ho cercato di capire cosa possa aver generato questo tipo di parassiti. E credo che questi vermi siano solo una parte, quella visibile, di ciò che si trova nei prodotti alimentari. Batteri e altri microrganismi non sono infatti visibili ad occhio nudo. "

"Credo che casi simili non siano isolati. Mi è capitato di recente di trovare dei vermetti nel merluzzo bianco", spiega una terza donna che ha acquistato il merluzzo a Signy (VD).

Anche per questi casi la risposta del grande distributore è la stessa. La proposta è quella di riportare indietro il prodotto e chiedere un rimborso.

Uno di questi clienti giustifica il fatto di non aver restituito il pesce, convinto che il distributore non avrebbe fatto nulla: "Abbiamo visto che stavano prendendo il caso alla leggera e non eravamo sicuri che l'avrebbero fatto analizzare", spiega.

Un altro, per essere sicuro di avere delle risposte, ha contattato il veterinario cantonale. Che ha trasmesso i dati del servizio d'igiene del distributore, il quale ha emesso un rapporto: "La spiegazione è da ricercare - secondo il loro porta-voce - nella pratica della pesca in acque più calde. Questo perché le riserve di pesce sono insufficienti alla domanda dei consumatori. Le società di pesca e l'industria ittica sarebbero state informate e pregate a rimediare a questa situazione", riferisce un portavoce.

Nel frattempo l'azienda distributrice aveva chiesto pubblicamente scusa assicurando che in questi casi non c'è pericolo per la salute. Fatto questo confermato dal chimico cantonale: "Il mio consiglio è di congelare il pesce fresco a -20 gradi per 24 ore prima di mangiarlo per distruggere i parassiti."

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