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Potrebbero arrivare presto altri indagati per la sciagura della funivia del Mottarone.
ITALIA
27.05.21 - 14:000
Aggiornamento : 16:23

Si attendono altri indagati per la tragedia della funivia Stresa-Mottarone

Proseguire con le corse, grazie ai "forchettoni", avrebbe permesso d'incassare 140mila euro

STRESA - Ci saranno probabilmente altri indagati per l'inchiesta sulla sciagura della funivia Stresa-Mottarone di domenica. «Valuteremo la posizione di altre persone» ha dichiarato la procuratrice di Verbania Olimpia Bossi, confermando le ipotesi circolate già nelle scorse ore.

Le responsabilità degli arrestati - Gabriele Tadini, il capo servizio presente domenica, «ha ammesso di avere deliberatamente e ripetutamente inserito i dispositivi blocca freni (forchettoni), disattivando il sistema frenante di emergenza». Di questa procedura «erano stati ripetutamente informati» gli altri due arrestati, l'amministratore della società Luigi Nerini e il direttore di esercizio Enrico Perocchio. Entrambi, secondo i magistrati, «avvallavano tale scelta e non si attivavano per consentire i necessari interventi di manutenzione che avrebbero richiesto il fermo dell'impianto, con ripercussioni di carattere economico».

Tadini, infatti, non è l'unico capo servizio della funivia, ma semplicemente quello che era di turno al momento della tragedia. Gli investigatori vogliono quindi chiarire se ci siano altre persone che sapevano dell'uso dei "forchettoni" per disattivare i freni d'emergenza, bypassando di fatto i problemi che si erano manifestati nelle scorse settimane. Continuare il servizio, evitando uno stop per la manutenzione, avrebbe permesso alla società d'incassare 140mila euro tra il 26 aprile e la scorsa domenica. Gli inquirenti si chiedono: qualcuno facente parte della catena di vigilanza dell'impianto (manutentori ma anche funzionari della Regione Piemonte) sapevano della necessità di un intervento, e non hanno agito?

Il sopralluogo - Nelle prossime ore è in programma sul Mottarone il sopralluogo del consulente incaricato dalla procura di Verbania, ovvero Giorgio Chiandussi, docente di meccanica aerospaziale del Politecnico di Torino. Si tratta probabilmente dell'ultimo accertamento sul luogo della tragedia, prima che la cabina precipitata e gli altri reperti siano spostati e messi in un'area protetta.

A breve è attesa anche l'udienza di convalida del fermo di Nerini, Perocchio e Tadini.

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