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La disattivazione dei freni d'emergenza della funivia Stresa-Mottarone è stata una «scelta deliberata».
ITALIA
26.05.21 - 14:000
Aggiornamento : 19:47

È stata una «scelta deliberata» quella di disattivare i freni della funivia Stresa-Mottarone

Gli inquirenti procedono per chiarire la causa della rottura della fune traente

STRESA - Quella di disattivare i freni della funivia Stresa-Mottarone è stata una «scelta deliberata e assolutamente consapevole». Lo ha dichiarato la procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi, che si sta occupando dell'inchiesta sulla sciagura di domenica e che questa mattina ha visto il fermo di tre gestori dell'impianto, accusati proprio della manomissione del sistema frenante d'emergenza.

«Una scelta precisa» - «Non si è trattata di una omissione occasionale o di una dimenticanza» ha ribadito Bossi «ma la scelta precisa di disattivare questo sistema di emergenza per ovviare quelli che erano degli inconvenienti tecnici, che si stavano verificando sulla linea, dovuti proprio a un malfunzionamento del sistema frenante di emergenza. Disattivandolo la cabina poteva fare le sue corse senza problemi».

L'anomalia, che durava da un mese e mezzo, era stata aggirata tramite l'uso di un "forchettone", ovvero una morsa che teneva aperti i freni. Ne sono stati trovati due tra le lamiere della cabina che si è schiantata al suo domenica: il primo era al suo posto, agganciato al freno, il secondo è stato trovato questa mattina accanto alla cabina. Si presume che, a causa dell'urto, possa essere saltato via.

L'ammissione degli arrestati - L'ipotesi di un errore umano ma senza dolo, una semplice (seppur tragica) dimenticanza, è stata presto accantonata. «Per quello che ci risulta oggi il forchettone è stato inserito più volte» ha spiegato Bossi. «Non sono in grado di dire se in maniera costante o solo quanto si verificavano questi difetti di funzionamento. Certamente domenica non è stato il primo giorno e questo è stato ammesso» dai tre arrestati, che hanno ammesso le proprie responsabilità.

«C'erano malfunzionamenti nella funivia, è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare il "forchettone"» ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri di Verbania, tenente colonnello Alberto Cicognani. 

«La preoccupazione era il blocco della funivia. Stavamo studiando quale poteva essere la soluzione per risolvere il problema», avrebbe detto Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia, nel corso degli interrogatori della scorsa notte. Lo riferisce l'agenzia italiana Ansa. Tadini, uno dei tre fermati, avrebbe parlato per almeno quattro ore.

La fune rotta - L'indagine prosegue per chiarire la causa della rottura della fune traente. «In questo momento non abbiamo elementi per ritenere i due fatti collegati o reciprocamente collegati» ha affermato la procuratrice Bossi. «Sulla fune non possiamo avanzare ipotesi: siamo sempre in attesa delle verifiche tecniche di cui parlerò con il consulente tecnico che arriverà domani».

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