Keystone
STATI UNITI
26.10.21 - 13:300
Aggiornamento : 15:32

Zuckerberg allontana le polemiche: «Falsa immagine della nostra compagnia»

Per il Ceo della piattaforma social, l'azienda ha una «cultura aperta» e accoglie le «critiche in buona fede»...

...non però i rapporti che giungono a conclusioni «false e fuorvianti». I ricavi del gigante tecnologico, intanto, continuano a salire

NEW YORK - «Le critiche in buona fede ci aiutano a migliorare», ma quello che stiamo vedendo «è uno sforzo coordinato per dipingere una falsa immagine della nostra compagnia».

L'Amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha commentato così la diffusione di dati e documenti legati ai "Facebook Papers", che accusano il gigante tecnologico di non agire abbastanza per moderare la diffusione di messaggi d'odio e di disinformazione, oltre che investire troppo poco nella protezione dei minori.

«La realtà», secondo il Ceo, «è che abbiamo una cultura aperta che incoraggia la discussione e la ricerca sul nostro lavoro, in modo che possiamo fare progressi su molte questioni complesse che non sono specifiche solo per noi». Affermazioni che cozzano con le accuse della talpa, Frances Haugen, che ha ieri testimoniato davanti ai legislatori britannici.

Seppur la whistleblower non sia l'unica dipendente (o ex dipendente) ad aver raccontato «l'importanza che Facebook dà ai profitti, rispetto alla sicurezza», l'azienda continua a tacciare i rapporti come «fuorvianti» e lontani dalla realtà.

Nonostante tutto, i ricavi salgono
Nel corso della serata di ieri sono inoltre stati presentati i risultati finanziari di Facebook, che ha chiuso il terzo semestre con 29'01 milioni di dollari di ricavi (+35% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso). Anche il numero di utenti che utilizza Facebook e le altre applicazioni legate alla piattaforma (come Instagram, o Whatsapp) è cresciuto del 12% rispetto all'anno scorso, a quasi 3,6 miliardi.

Parlando dei risultati, Mark Zuckerberg si è concentrato in particolare sul futuro: «Sono entusiasta della nostra tabella di marcia, soprattutto per quanto riguarda il commercio e il metaverso», ha dichiarato, come riportato dalla CNN. Alla domanda di un investitore sui progressi della società nella realizzazione di un'intelligenza artificiale in grado di identificare i contenuti problematici, il Ceo si è detto soddisfatto: «Del contenuto su cui agiamo, il 90% è identificato attraverso l'IA».

Però, molto può variare a seconda della categoria: «I discorsi di odio, ad esempio, sono più complicati» perché «stiamo operando in circa 150 lingue in tutto il mondo, e ci sono anche un sacco di sfumature culturali».

L'appello finale di Zuckerberg è al suo staff: «So che i nostri sforzi sono sotto esame, voglio solo dire al team e alle persone che lavorano su questi aspetti che sono davvero orgoglioso dei progressi che hanno portato avanti».

Investitori ingannati?

Non finiscono comunque le grane per Facebook, che rischia anche di ricevere una multa da parte dell'autorità statunitense di vigilanza dei mercati finanziari (Sec). Come riporta il New York Times, le possibili sanzioni riguardano il fatto che Facebook - secondo alcuni documenti interni - avrebbe mostrato ai propri investitori una situazione societaria più rosea di quella effettiva.

Se fosse confermato che la società abbia ingannato gli investitori, una multa sembra inevitabile.

Commenti
 
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La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
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Peter Parker 1 mese fa su tio
Quindi ora si dice chiaramente in via ufficiale a FB di decidere cosa e chi censurare. Cioe' la differenza e' che prima lo facevano negando di fatto di applicare censura, ora invece saranno supportato legalmente. Auguri.
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