Keystone / AP
FRANCIA
08.04.18 - 18:140

Cannes, il 2018 è l'anno della svolta

Nuove regole e distribuzione obbligatoria in Francia, nella continuazione della battaglia anti-streaming

CANNES Cannes 2018 sarà un festival di svolta: superata la boa del 70esimo si guarda al futuro e si prevede - secondo i rumors dei giorni precedenti l'annuncio ufficiale della selezione, giovedì 12 aprile a Parigi - un'edizione ricca di titoli attesi e di grandi star.

Insomma la "solita" edizione "monstre" come spesso etichettiamo questo festival (salvo ricevere indietro qualche delusione come capitato lo scorso anno con film rivelatisi al di sotto delle aspettative).

Ma non è certo questa la svolta: il curatore Thierry Fremaux sta provando a cambiare le regole del gioco (e le proteste del settore si sprecano) e coraggiosamente a lanciare verso il futuro la ragione stessa della sopravvivenza di un festival in un mondo globalizzato dove la sala è diventata un'optional, le recensioni e i trailer sul web rendono (forse) superflua la stampa scritta, lo streaming azzera le emozioni oppure avvicina nuovi pubblici secondo i punti di vista, e dove insomma "la magia del cinema" - altro termine che amiamo - si è anno dopo anno scolorata in quello che dovrebbe essere un tempio sacro.

Fremaux prova a mettere degli argini a tutto questo, quasi a puntellare la fortezza: c'è chi lo giudica in posizioni di retroguardia, chi aspetta i risultati. Molto probabilmente dalle regole del gioco che Cannes 2018 prova a riscrivere bisognerà fare i conti e da lì ripartire.

Eccole dunque in sintesi.

L'anteprima mondiale dei film dovrà essere vera anteprima: i film in competizione saranno visti dalla stampa - e dunque commentati, recensiti, twittati ecc - la sera e mai prima del pubblico invitato all'evento con il cast ma in contemporanea con la première al Grand Theatre (basta con i massacri post anteprima stampa, in sala alle 19 alla contigua Debussy e dunque suspence totale).

I selfie sul red carpet sono vietati, star incluse che quindi non potranno postare immediatamente le loro glam-imprese e Cannes ritroverà un po' di classe.

Ma soprattutto i film in gara dovranno obbligatoriamente avere una distribuzione in sala in Francia: non sono ammessi salti di passaggio della filiera. Una norma - che già lo scorso anno aveva provocato polemiche - anti-streaming rivolta ai colossi emergenti Netflix, Amazon, Apple.

Un braccio di ferro che è tutt'altro che finito e che promette sconquassi: è notizia di oggi, scrive Variety, che Netflix voglia ritirare tre titoli (evidentemente pre-selezionati): "Norvegia" di Paul Greengrass, "Hold the Dark" di Jeremy Saulnier e soprattutto l'atteso "The Other Side of the Wind", l'ultimo film di Orson Welles, rimasto incompiuto nel 1985 alla morte del suo autore e considerato da molti cinefili la pellicola più importante e ora completato dai collaboratori di allora. Fremaux "provoca", Netflix "reagisce" in una guerra neppure tanto fredda.

Le cose certe di Cannes 2018 sono l'empowerment femminile, nel primo festival senza Harvey Weinstein, con Cate Blanchett presidente di giuria (e Ursula Meier per la Camera d'or); lo spazio protagonista tra la prima fuori concorso di Solo: "A Star Wars story", atteso spin off della saga di Lucas con la regia di Ron Howard, e l'omaggio allo sci-fi seminale "2001: Odissea nello spazio" a 50 anni dal film culto di Stanley Kubrick (sarà Christopher Nolan per la prima volta a Cannes a presentarlo); Martin Scorsese cui sarà assegnata la sera del 9 maggio la Carrozza d'oro, ossia il premio alla carriera, dalla Quinzaine des Realisateurs e l'apertura con il thriller di Asgar Farhadi "Everybody Knows" con la coppia Penelope Cruz e Javier Bardem.

Data per scontata la presenza di "Loro" di Paolo Sorrentino, gli altri italiani molto probabili sono Matteo Garrone con "The Dogman" (la terribile storia del Canaro della Magliana), Stefano Sollima con "Soldado" con Benicio Del Toro (presidente della giuria di Un certain Regard) e Josh Brolin, Alice Rohrwacher con Lazzaro felice, Luca Guardagnino con "Suspiria" il remake con Tilda Swinton e Dakota Johnson, Valeria Golino con "Euphoria" con Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea. Eventuali: Matteo Rovere, Valeria Bruni Tedeschi, Mario Martone.

Nella line up della competizione si parla con insistenza di Jacques Audiard, Xavier Dolan, Alfonso Cuaron, Olivier Assayas, persino il Damian Chazelle post "La La Land" e addirittura un Lars Von Trier di ritorno ammesso sulla Croisette dopo il clamoroso bando per antisemitismo.

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