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Un salto nel futuro: la Science Based Target initiative aiuta le imprese come On a dare il loro contributo alla protezione dell’ambiente
Lifestyle
30.04.21 - 08:000

On punta su calzature sostenibili per una coscienza pulita

On è il leader del mercato svizzero delle calzature da ginnastica.

Ora l’impresa punta a conquistare la cima della classifica anche per quanto riguarda la protezione dell’ambiente. Ecco perché On ha aderito alla Science Based Target initiative per dare una scossa al mondo della moda.

Ormai sembra quasi che uno svizzero su due indossi scarpe da ginnastica targate On. L’impresa svizzera in effetti guida l’industria delle scarpe da corsa in Svizzera con il 40 per cento della quota di mercato. Ora On vuole conquistare il ruolo di punta anche per quanto riguarda la protezione dell’ambiente: entro il 2030 vuole ridurre le emissioni dirette di CO₂ del 46 per cento. Per quanto riguarda le emissioni indirette, la riduzione dovrà invece ammontare al 55 per cento.

Ecco perché On ha deciso di aderire all’organizzazione Science Based Target initiative (SBTi) (cfr. Infobox). Per ogni impresa che aderisce, la SBTi calcola un valore necessario per raggiungere gli obiettivi di risparmio stabiliti nell’Accordo di Parigi che mira a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi in più rispetto ai livelli preindustriali. Le imprese devono presentare annualmente i dati che vengono poi resi pubblici.

I fornitori causano la maggior parte delle emissioni di CO₂

On ha deciso di partecipare alla SBTi perché l’organizzazione si è delineata come leader nel settore della riduzione delle emissioni di CO₂, spiega Viviane Gut, Head of Sustainability di On. La SBTi definisce standard sensati dal punto di vista economico per la misurazione del CO₂ fornendo poi valori comparabili. «Ci siamo preparati per un anno intero prima dell’adesione e abbiamo raccolti moltissimi dati», spiega.

Ed ecco la sorpresa: la maggior parte delle emissioni non è generata dall’impresa stessa, ad esempio mediante le auto aziendali o il consumo di elettricità. Con oltre 87 000 tonnellate di CO₂ all’anno, la maggior parte delle emissioni sono causate dai fornitori e da altre fonti a cui On non ha accesso diretto. Queste emissioni costituiscono il 99,2 per cento dell’impronta di CO₂ di On.

L’industria della moda deve essere rivoluzionata

Il tema della sostenibilità è quindi diventato parte essenziale delle trattative con i fornitori. Un’impresa che offre buoni prodotti potrebbe quindi non ricevere ordini da parte di On perché tralascia l’aspetto della protezione dell’ambiente. «Ma sempre più imprese si impegnano in questo senso», spiega Gut.

Per raggiungere gli obiettivi stabiliti, On rivoluzionerà il modo di produrre le scarpe da ginnastica. «L’industria della moda è estremamente arretrata e produce gli abiti nello stesso modo da cinquant’anni», spiega Gut. Non deve per forza restare così. On ha sviluppato delle scarpe composte da soli sei elementi invece di tredici. Queste scarpe da ginnastica possono inoltre essere riciclate completamente.
«Queste scarpe necessitano del 70 per cento in meno di energia e producono il 50 per cento in meno di CO₂ e il 90 per cento in meno di rifiuti», spiega Gut.

L’abbonamento alle scarpe è il futuro

On vuole anche abolire i materiali di origine fossile: una delle poliammidi utilizzate non proviene dal petrolio bensì dai semi di ricino. Ma il futuro è nell’abbonamento alle scarpe, spiega Gut: quando un paio di scarpe è consumato, lo si rimanda indietro e se ne ottiene un nuovo paio. Le vecchie scarpe vengono tritate e fuse per produrne di nuove.

«La SBTi definisce standard che promuovono la trasparenza e ci permettono di fare enormi passi avanti», spiega Gut. E in questo modo la metà degli svizzeri potrà indossare le proprie scarpe da ginnastica con la coscienza pulita.

 

Science Based Target initiative (SBTi)

La SBTi nasce da una collaborazione tra il Carbon Disclosure Projects (CDP), lo United Nation Global Compact, il think-tank World Resources Institute (WRI) e il WWF. L’organizzazione vuole sostenere le imprese a stabilire e raggiungere obiettivi di riduzione del CO₂. La SBTi mette quindi a disposizione team di esperti e dati economici consolidati. Lo scopo: raggiungere entro il 2050 gli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi del 2015 per un aumento massimo delle temperature globali di 1,5 gradi.

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