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20.09.21 - 20:300

Formulario per gli affitti, «inutilità» o «questione di trasparenza»?

Il prossimo 26 settembre il popolo dovrà esprimersi sull'iniziativa cantonale sulle pigioni.

La proposta di legge vede le Associazioni dei proprietari e degli inquilini in netto contrasto.

BELLINZONA - È un dibattito che sta entrando nel vivo, quello sul formulario per i nuovi contratti di affitto che andremo a votare il prossimo 26 settembre. La proposta di legge vuole introdurre, in condizione di penuria di abitazioni, l'obbligo per il proprietario di un immobile di dichiarare al nuovo inquilino quanto pagava il suo predecessore.

Un'assenza di contestazioni - Tio/20minuti ha tentato, interpellando l'Associazione svizzera inquilini (ASI), di scovare casi concreti di locatari insoddisfatti per il gioco al rialzo di qualche proprietario furbetto nel nostro cantone, ma invano. Secondo l'ASI, allo stato attuale il problema non verrebbe contestato perché l'assenza del formulario non permette d'identificare quando si verifica. L'ASI lotta dunque per la sua approvazione mentre la Camera ticinese dell'Economia Fondiaria (CATEF) si dice totalmente contraria.

Una misura preventiva - Adriano Venuti, presidente dell'Associazione svizzera inquilini per la Svizzera italiana, spiega che, nonostante vi siano molti sfitti in Ticino, «il formulario non è inutile, perché la legge giocherà il suo ruolo dal momento in cui vi si sarà una penuria di alloggi». Il momento in cui c'è un cambio di inquilino, secondo Venuti, è, per il proprietario, «il più favorevole per adeguare i prezzi in base al mercato, senza aver per forza fatto lavori o apportato migliorie di qualsiasi tipo all'oggetto in questione».

Niente da nascondere - «È una questione di trasparenza», sottolinea il presidente dell'ASI. Lo scopo finale dell'iniziativa è limitare gli aumenti delle pigioni alla conclusione di nuovi contratti, «considerando che, secondo l'Ufficio federale di statistica, in Ticino i prezzi delle pigioni sono in continuo rialzo». 

«Inutile» - Di tutt'altra opinione Renata Galfetti, Segretaria cantonale della Camera ticinese dell'Economia Fondiaria (CATEF), che definisce il formulario «del tutto inutile». Questo, «in primis perché la legge cantonale prevede già che in caso di penuria di abitazioni il Consiglio di Stato proceda a introdurre questo modulo, e in secondo luogo perché gli inquilini hanno già oggi il diritto di chiedere al proprietario l'ammontare della pigione pagata dal predecessore». L'idea del formulario sarebbe poi poco aderente all'attuale realtà ticinese, del tutto diversa da quella dei cantoni che l'hanno già introdotta, come Zurigo, Ginevra e Vaud: «Abbiamo un tasso di sfitto incredibile, il secondo in assoluto in Svizzera, e le pigioni sono tra le più basse a livello nazionale. Le condizioni non corrispondo quindi affatto a quelle indicate dalla Legge federale per un’eventuale introduzione dell’obbligo da parte dei Cantoni. Con la continua forte produzione di nuovi alloggi e la popolazione in decrescita non sono in vista né una riduzione dello sfitto né un aumento delle pigioni». 

«Affitti, in realtà, al ribasso» - L'argomentazione relativa al continuo aumento degli affitti nel nostro cantone sarebbe poi, secondo la CATEF, fuorviante. «L'Associazione inquilini si focalizza sui dati dell’Ufficio federale di statistica per gli affitti in essere a livello nazionale. Noi ci basiamo invece, come è giusto che sia in questo contesto, sulle pigioni iniziali ticinesi che risultano dai principali siti di annunci di affitto, le quali rilevano la reale evoluzione del mercato locale. Da questo risulta che negli ultimi cinque anni gli affitti ticinesi hanno subito il calo più marcato a livello nazionale (-4.93%). A Lugano le pigioni sono scese addirittura dell’8%. Elementi fondamentali che vengono però sempre sottaciuti».

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