Keystone
CANTONE / SVIZZERA
11.12.20 - 20:190

Organizzazioni e partiti divisi fra comprensione e collera

C'è chi è soddisfatto perché la salute deve essere la priorità e chi non le manda a dire.

Il PLR ticinese parla di «federalismo smontato» e si distanzia dalla posizione nazionale. Per l'UDC si tratta di misure «inaccettabili».

LUGANO/BERNA - Le misure prese dal Consiglio federale per lottare contro la pandemia e comunicate quest'oggi non hanno evidentemente lasciato indifferenti i partiti, i sindacati e varie associazioni di categoria. Oltre a Gastrosuisse, una dura reazione arriva ad esempio da PLRT e UDC. Di avviso diametralmente opposto PS e Verdi del Ticino.

PLRT: «Federalismo smontato» - «Berna archivia i principi del federalismo e ignora gli sforzi dei Cantoni più responsabili», commentano i liberali-radicali ticinesi, secondo cui le decisioni odierne rappresentano - malgrado le eccezioni - «un’ingiusta punizione per realtà come il Ticino e la Svizzera romanda, che molto hanno fatto a tutti i livelli nella lotta al virus». Secondo il PLRT non si può vivere nell’incertezza di decisioni che potrebbero cambiare ancora tra pochi giorni generando ulteriore confusione. Decisamente più sfumata la posizione a livello nazionale, che parla di «passo nella buona direzione, anche se sono necessari dei chiarimenti».

Verdi del Ticino: «Misure insufficienti» - Per i Verdi del Ticino le misure decise oggi invece non bastano. «Essere gli ultimi della classe a difendere la salute delle nostre cittadine e dei nostri cittadini non ci fa migliori garanti dell’economia, anzi». Gli ecologisti criticano la mancanza di scelte chiare e l’assenza di garanzia delle giuste protezioni economiche per aziende e collaboratori che si vedono limitare le attività, ipotecando più a lungo termine la ripresa economica del Paese.

PS: «La salute è la priorità» - Il PS ha invece accolto con favore le misure annunciate oggi dal Consiglio federale, che sono in linea con le sue richieste: «La protezione della salute della popolazione rimane la priorità assoluta». Secondo i socialisti il governo, così facendo, si è assunto un ruolo guida, tenendo comunque conto delle specificità regionali. «Tuttavia - viene precisato - le misure sanitarie decise questa settimana verranno accettate dalla popolazione solo se saranno accompagnate da misure economiche sostanziali che garantiscano a chi ne ha bisogno un risarcimento rapido, non burocratico e sufficiente delle perdite subite». 

PPD: «Fuori dalla crisi solo insieme» - Anche il PPD ha affermato che le nuove misure sono fondamentali per proteggere salute, economia e società. Anche in questo caso è apprezzato il fatto della differenziazione in base alla situazione cantonale. I popolari-democratici hanno invece criticato le aspre polemiche che si sono scatenate in Svizzera, in un «tutti contro tutti, ognuno per sé». Solo insieme infatti, hanno detto, si può uscire dalla crisi.

UDC: «Misure inaccettabili» - L'UDC ha dal canto suo definito la strategia del governo «assurda, senza speranza, non basata sui fatti e contro la maggioranza dei Cantoni». Si tratta di misure «inaccettabili», che equivalgono a una sentenza di morte per molte attività della gastronomia.

Travail.Suisse: «Evitare un vero lockdown» - Per quanto riguarda le organizzazioni, Travail.Suisse sostiene le nuove misure decide oggi dal Consiglio federale, sottolineando come sia necessario evitare a tutti i costi un vero e proprio lockdown. Per arrivare a questo, tutti devono fare la loro parte. Servono però misure di sostegno per le imprese colpite dalle nuove limitazioni, dal lavoro ridotto finanziato al 100% fino alla riattivazione dei crediti Covid. Secondo Travail.Suisse, l'aumento dei mezzi finanziari a disposizione per i casi di rigore, evocato dal governo, è solo un primo passo.

USS: «Misure economiche e sociali supplementari» - Proprio quest'ultima misura non basta per garantire salari e posti di lavoro, secondo l'Unione sindacale svizzera (USS). A detta dell'organizzazione servono misure economiche e sociali supplementari per contrastare la crisi scatenata dalla pandemia. Bisogna attendersi sia ondate di licenziamenti sia perdite di reddito: i più colpiti saranno quelli che guadagnano di meno.

I direttori della sanità approvano - La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), infine, approva l'armonizzazione delle misure. Era in effetti questa la strada auspicata dalla maggioranza dei Cantoni durante la consultazione svoltasi in settimana. La CDS inoltre accetta l'introduzione di provvedimenti più severi.
 
 


 
 

 

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