Tipress (archivio)
Tanti piccoli imprenditori rischiano di dover chiudere bottega.
CANTONE
12.06.20 - 11:590

«Colmiamo il divario temporale di reazione fra la politica e l’economia»

Un'interpellanza firmata da Roberta Soldati ed Edo Pellegrini chiede una veloce risposta per far fronte alla crisi.

BELLINZONA - «Colmiamo il divario temporale di reazione tra la politica e l'economia». Questo è il messaggio dell'interpellanza lanciata da sei deputati - Roberta Soldati ed Edo Pellegrini (proponenti); Lara Filippini, Paolo Pamini, Daniele Pinoja, Tiziano Galeazzi (co-firmatari) - per salvare l'economia ticinese, devastata dalla pandemia. Perché con la crisi in atto una risposta tardiva potrebbe significare la fine per molti piccoli imprenditori.  «Per tanti un ulteriore ritardo può essere fatale. Non possiamo attendere passivamente di assistere all'ulteriore declino del ceto medio e vedere la nostra economia vieppiù in difficoltà».

I sei firmatari ricordano che da alcune settimane è stato istituito a cura del Consiglio di Stato, un gruppo consultivo di lavoro, composto da professionisti e rappresentanti dei vari settori economici, il cui scopo è quello di discutere di possibili misure per il rilancio della nostra economia. «Le misure a favore dell'economia emanate dal Consiglio Federale, quali la durata e le agevolazioni all'accesso alle indennità per lavoro ridotto, l'estensione delle IPG e altre, avranno una durata determinata. Questo implica sin d'ora, che molte aziende e lavoratori si trovano in una situazione d'incertezza con grandi difficoltà a pianificare il loro futuro».

Che fra i tempi dell'economia e della politica vi sia un abisso è noto - precisano i sei deputati - tuttavia in questo momento storico la politica «ha il dovere, anzi un obbligo», verso le cittadine e i cittadini «di agire celermente e dare risposte concrete senza esitazioni emanando delle misure per il rilancio dell'economia del nostro Cantone».

Ritenuta la grave crisi che molti professionisti dei vari settori prospettano, gli interpellanti chiedono quindi di «colmare il divario temporale di reazione» fra la Politica e l'Economia. «Il Consiglio di Stato e il Parlamento - viene precisato nel testo - non possono attendere settembre per iniziare a discutere delle misure (si spera innovative) per rilanciare il nostro Cantone, per poi essere votate nel plenum e arrivare, trascorsi i termini di legge per la loro crescita in giudicato, ed entrare in vigore nel 2021».

Di conseguenza gli interpellanti chiedono:

1. A che punto sono le discussioni con il gruppo di lavoro?

2. Quando verranno presentate le misure concrete per il rilancio dell'economia del nostro Cantone? Ritenute le tempistiche dell'iter politico, le proposte dovrebbero essere esposte entro la fine del mese di giugno 2020, ciò è fattibile? Se no, quali sono gli impedimenti?

3. Si prevedono delle misure globali (es sconti fiscali per aziende e ceto medio) e delle misure mirate per i diversi settori economici? Se sì quali?

4. A oggi sono già state individuate e finalizzate delle misure concrete? Se sì quali?

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