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CANTONE
10.02.20 - 16:380

«Facciamo votare gli stranieri» 

Presentata un’iniziativa parlamentare che chiede di concedere il diritto di voto e di eleggibilità a livello comunale ai non ticinesi

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BELLINZONA - Concedere il diritto di voto e di eleggibilità a livello comunale anche agli stranieri. Lo propone il PS attraverso un’iniziativa parlamentare lanciata da Fabrizio Sirica (primo firmatario) e da altri cinque socialisti (Anna Biscossa, Laura Riget, Carlo Lepori, Gina La Mantia, Nicola Corti).

Non è la prima volta che il dibattito sulla concessione del diritto di voto agli stranieri finisce sui tavoli del Parlamento. Lo aveva chiesto nel 2012 Francesco Cavalli con una proposta che venne poi bocciata con 49 voti (solo 19 deputati dissero sì).

Attualmente gli stranieri non possono partecipare né alle votazioni federali né alle elezioni federali. Per contro, se il diritto cantonale e comunale lo prevede, possono esprimere il loro voto agli scrutini cantonali (come ad esempio anche l’elezione del Consiglio degli Stati) o comunali. Per beneficiare di questi diritti, spesso è richiesta una durata minima di residenza nel Cantone o nel comune.

In Ticino fino a dicembre dello scorso anno c’erano 353’343 cittadini, dei quali 100’788 stranieri. «Rappresentano quindi più del 28% degli abitanti ticinesi. Di loro, 60'880 (il 17% del totale della popolazione) sono domiciliati, ossia stranieri in possesso di permesso C che abitano in Ticino da almeno 5 anni» si legge nell’iniziativa.

Perchè concedere il voto e l’eleggibilità a livello comunale? «Potrebbe essere di aiuto soprattutto nelle realtà più piccole del nostro cantone, dove trovare persone che si mettono a disposizione per i consigli comunali è sempre più difficile» spiegano i firmatari dell’iniziativa. E aggiungono: «Le dirigenze dei partiti politici conoscono bene questa situazione. Quante volte si è chiesto a brillanti cittadini, magari punti di riferimento nel mondo civile e sul territorio, di mettersi a disposizione per il consiglio comunale, per poi scoprire con grande sorpresa che non sono cittadini svizzeri e, purtroppo, non hanno il diritto di contribuire?».

Da qui la richiesta di di modificare l'art. 28 ("Diritto di voto") della Costituzione cantonale, aggiungendovi un cpv. 4 che recita così : “I Comuni possono conferire ai residenti di nazionalità estera il diritto di voto in materia comunale. Possono anche conferire il diritto di eleggibilità. La legge ne disciplina l'esercizio”.

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