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24.09.19 - 09:110

Legge sull'energia: «Più incisività per proteggere il clima»

Per i Verdi del Ticino la revisione va nella giusta direzione, ma ha alcune lacune. Gli sforzi, insomma, potrebbero essere maggiori

BELLINZONA - La proposta di nuova legge cantonale sull'energia non affronta con sufficiente incisività la problematica del surriscaldamento globale. È questo il pensiero dei Verdi del Ticino, che chiedono quindi maggiori sforzi sia a livello comunale, sia negli edifici dove la produzione di calore dovrà essere per il 100% basata su fonti rinnovabili.

In altre parole, gli obiettivi del piano energetico cantonale (PEC) vanno resi più ambiziosi. La revisione della legge, secondo i Verdi, «va nella giusta direzione ma manca di incisività in alcuni ambiti».

Nello specifico i Verdi chiedono che:

  • I comuni, entro 5 anni dall’entrata in vigore della nuova Legge sull’energia abbiano elaborato un piano energetico comunale e posseggano la certificazione «città dell’energia».
  • Il PEC deve fissare come obiettivo generale il raggiungimento di zero emissioni nette di gas a effetto serra almeno entro il 2040.
  • La produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili deve essere vietata. Le centrali a cogenerazione esistenti alimentate con vettori fossili possono produrre energia elettrica unicamente quando è utilizzato sia il calore che l’energia elettrica. Le relative emissioni di CO2 prodotte dovranno essere interamente compensate.
  • I gestori delle reti del gas devono operare una transizione completa a vettori rinnovabili entro il 2040 (biogas e power-to-gas).
  • Il Cantone riconosce il Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) quale attestato di efficienza energetica di un edificio. La certificazione dovrà essere obbligatoria.
  • Gli edifici abitativi esistenti soggetti a sostituzione del generatore di calore devono prevedere un impianto basato unicamente su energie rinnovabili. L’istallazione di generatori di calore basati su energie fossili è possibile solo in situazioni eccezionali e necessita dell’autorizzazione dell’ente pubblico.
  • Gli impianti centralizzati e non centralizzati a resistenza elettrica per la produzione di calore per il riscaldamento e l'acqua calda sanitaria devono essere sostituiti con installazioni nuove entro 15 anni.
  • Il ricorso a installazioni di climatizzazione è autorizzato solo per impianti il cui fabbisogno elettrico viene prodotto per almeno il 20% tramite fonti rinnovabili. Eccezioni necessitano l’autorizzazione dell’ente pubblico.
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