BELLINZONA
28.04.17 - 16:360

Le aziende elettriche della Svizzera italiana sostengono la Strategia 2050

 

BELLINZONA - ESI, l’associazione che raggruppa tutte le aziende elettriche della Svizzera italiana, durante la sua recente riunione di comitato, ha deciso all’unanimità di sostenere la Strategia energetica 2050 su cui il popolo dovrà esprimersi il prossimo 21 maggio. Per ESI si tratta di una buona soluzione che va nella direzione di un futuro sempre più rinnovabile e sostenibile tenendo in considerazione i bisogni della popolazione svizzera di oggi e di domani.

«Con la votazione del prossimo 21 maggio la posta in palio è indubbiamente alta. Questo vale anche per la Svizzera italiana, visto che annualmente i suoi numerosi impianti idroelettrici generano il 10% dell’energia idroelettrica prodotta nel nostro Paese. Un sì alla Strategia energetica 2050 significa quindi sostenere anche la forza idrica della Svizzera italiana, che in questi ultimi anni è confrontata con una serie di problemi economici dovuti al drastico calo dei prezzi sui mercati all’ingrosso dell’energia elettrica. Con le modifiche previste dalla Strategia energetica 2050 la produzione indigena di corrente elettrica, in modo particolare le centrali idroelettriche di una certa grandezza, potrà godere di quel sostegno temporaneo necessario anche a mantenere i numerosi posti di lavoro creati dalla forza idrica soprattutto nelle regioni periferiche», afferma l’ESI.

Inoltre per l’associazione che rappresenta il settore elettrico della Svizzera italiana, il primo pacchetto di misure contenute nella Strategia energetica 2050 forma il quadro giuridico indispensabile per promuovere e ampliare l’impegno sul fronte delle nuove energie rinnovabili. Si mira in questo modo ad un approvvigionamento energetico svizzero sicuro, sostenibile, efficiente e meno dipendente dalle importazioni. ESI condivide infine il fatto che la legge sull’energia contenga pure incentivi volti a ridurre il consumo energetico di edifici ed apparecchi elettrici.

Commenti
 
MaxLeventina 2 anni fa su tio
Ho letto un pò a riguardo della "strategia energetica 2050" ma non ho individuato se e quanto peserebbe questa strategia sulle tasche dei cittadini, se e in quale forma e misura l'impegno sarà ripartito sulla collettività. Mi auguro che tale strategia non dia inizio a una epoca di tassazioni discriminanti che penalizzerebbero i redditi bassi più lenti nel rincorrere tecnologie più efficienti. Il summit del clima di Parigi per esempio ha dato i natali allo studio di nuove tasse legate agli obbiettivi climatici da raggiungere con scadenze oltre la vita media degli individui. Tali tassazioni cominciano a penalizzare tecnologie ritenute vecchie ed inquinanti (quelle generalmente utilizzate dalle classi di reddito più basse) a favore di quelle nuove creando delle iniziali discriminazioni. Lo sforzo per migliorare le efficienze va certamente compiuto ma andrebbe fatto in modo equo e solidale per tutti. Mi sia permesso un pò di ironia ma non vorrei che si iniziasse una nuova era, quella della invenzione delle tasse per finanziare il raggiungimento di obbiettivi spostati così in là nel futuro che nessuno saprà mai se saranno servite a qualcosa. Vero che un vantaggio di tasse per risultati oltre tomba forse c'è ed è quella di garantire alle generazioni future di non vedersi mai scendere in piazza i loro trisavoli defunti da decenni per protestare sui loro soldi spesi inutilmente. Potrebbero quindi essere le prime tasse per un mondo di pace e serenità dove si paga con ferrea fede nei nuovi dogmi legati a un mondo più green. Grazie e cordiali saluti.
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