OSPITE
24.02.19 - 14:000
Aggiornamento : 27.02.19 - 14:35

Con lo sguardo verso nord

Cosimo Lupi, candidato al Gran Consiglio per il PLR

Un Cantone Ticino connesso economicamente e socialmente con l’esterno, in particolare con l’aera metropolitana di Zurigo e col resto della Svizzera: uno degli obiettivi che più mi sta a cuore. Questo perché sono convito che lo sviluppo del Ticino, pur non tralasciando gli scambi con l'Italia, deve essere legato a doppio filo con il resto della Svizzera, dove vengono attirate aziende ad alto valore aggiunto.

La recente notizia dell'ingresso ufficiale del Cantone Ticino nella Greater Zurich Area (GZA) , la fondazione che promuove lo sviluppo economico proprio nell'area metropolitana (che oggi si estende dunque da Chiasso a Sciaffusa) non può che essere accolta con grande soddisfazione. Questo Cantone ha grandi potenzialità: quando lavoravo a Zurigo ho avuto modo di confrontarmi con diversi esponenti del mondo politico ed economico che hanno ripetutamente espresso parole di apprezzamento per la realtà economica ticinese. Un plauso quindi a Christian Vitta che con lungimiranza ha permesso di realizzare quello che, giustamente, anche il PLR oggi sostiene: un Ticino più vicino a Zurigo!

Non bisogna però pensare che guardare a Zurigo e orientare il nostro Cantone solo alla tecnologia ed alla digitalizzazione sia la panacea di tutti i mali e che il mercato del lavoro di colpo venga sistemato senza dumping e problemi derivati dal frontalierato. Però questa vicinanza alla “Grande Zurigo” permette degli sviluppi molto interessanti, ad esempio sul lungo periodo pensando all’insediamento di aziende e start-up anche nelle nostre valli, dove, anche grazie alla visione del PLR che già tempo fa si era battuto per l’installazione della fibra ottica, vi sono delle ottime condizioni per fare business globale con un’alta qualità di vita. Oltre a ciò, si aprono nuove prospettive per i giovani ticinesi che guardando a nord possono trovare tante offerte formative specializzate, non solo a livello universitario, facilitando anche il ritorno in Ticino dopo alcuni anni di esperienza in Svizzera interna. Così, promuovendo e anticipando l’apprendimento del tedesco nella scuola dell’obbligo come proposto dai Giovani liberali radicali, si creano buoni presupposti per le generazioni future.

Sono convinto che questa apertura verso nord possa dare una svolta al nostro territorio con la valorizzazione di spazi dismessi, meno cemento e decisamente nessun nuovo capannone!

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